#AttaccatiAlGiro, quinta tappa

ATTACCATI AL GIRO (feat. Figurine Panini)
Pedara-Messina, 17 maggio 2017

 

17 - A Pedara suonano le campane e i bambini non sono andati a scuola. Le casse sono a tutto volume, ma la musica contemporanea non butta giù Formolo, che muove la testa a tempo. Morabito sale sul palco con una videocamera e incita il pubblico. Nibali autografa di tutto, prima il foglio firma - è obbligatorio - poi i cappellini e le magliette di tutta la tribuna. Questo non è obbligatorio, ma Nibali ha fatto esplicitamente capire al suo team manager che oggi non ha fretta. Oggi il gruppo è tranquillo: l’Etna compare nelle foto, non sul Garibaldi. La quinta tappa fa gola ai velocisti, l'altimetria è clemente, Mareczko difatti l’ha stampata e bloccata sul manubrio col nastro adesivo.

18 – Neanche il tempo di arrivare a Trecastagni, dove insieme a quella delle bici è prevista pure la sfilata dei carretti per i Santi Martiri, ed è già partita la festa. Cioè, la fuga. Sono quasi sempre gli stessi a fare l'appello. C'è uno della Gazprom, squadra di furbi contrabbandieri, e uno dei CCC, che sono vestiti come dei bonzi. Il gruppo lascia fare, allora Shalunev e Paterski seguono la scia delle comete, come avanguardie di un altro sistema solare. Attraversano strade a forma di logo del Giro d’Italia e strade strette e fiorite come quelle di Milo, il buen retiro di Franco Battiato.

19 – Con la scusa di dovergli parlare, ai 20 dalla meta il gruppo va a cercare i fuggitivi, e li trova. Davanti c’è la Bahrain-Merida, un team di scalatori per un finale piatto come una tavola da surf. È Luka Pibernik il più veloce in squadra, allo scorso Eneco Tour è riuscito persino ad anticipare i velocisti. Vorrebbe fare un regalo a capitan Nibali: i suoi sogni, più veloci di aquile, attraversano il mare, quindi all'ingresso di Messina Pibernik scatta, anticipa il gruppo ed esulta. Poi si ricompone: mancava ancora a un giro. La radio non funzionava, errore di gioventù. Luka ha solo 23 anni, a vincere certo proverà di nuovo: i desideri non invecchiano quasi mai con l'età.

20 - Il nome antico di Messina è Zancle, che in greco significa falce, basta gettare un occhio al porto per intuirne il perché. Ha subito varie dominazioni nella sua lunga storia. Greca, romana, bizantina, araba, normanna, angioina, aragonese. Il nuovo dominatore è un conquistador colombiano con barba, orecchino e apparecchio per i denti, sul cui vascello sventola bandiera belga. Gaviria sullo Stretto fa molto meglio di Ewan, ancora in cerca del suo centro di gravità, e di Greipel, che per una volta tiene buono l’animale che si porta dentro. Vince la tappa battendo in volata l’ottimo Mareczko, al miglior piazzamento della sua carriera al Giro. In mezzo ai profumi indescrivibili dell’aria della sera, Mareczko illustra a Pibernik l’importanza d'incollarsi l'altimetria sul manubrio.

 

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