Sul balcone a cantare Zandegù

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    Scalatore da bancone, pistard da divano. Ama il rumore, i bratwurst, dormire e leggere seduto sul water. Ha visto il volto di Dio in tre occasioni: una volta era Joey Baron, le altre due Laurent Jalabert.

Bandierine, pifferi, cori, applausi, dj set, karaoke, inni, tenori e cantautori... In questi giorni di clausura il luogo più trafficato d'Italia, almeno a guardare le home page dei principali quotidiani nazionali, sembrano essere diventati i balconi.

Tra le mille idee bizzarre di cui si è letto, però, manca (ancora) il ciclismo. Sarà il caso di rimediare: ecco una lista di otto possibili flash-mob ciclistici per coinvolgere il vicinato, a vostro rischio e pericolo.

 

1) Cantare "Nairo Quintana" con Dino Zandegù
Non si può non partire dall'ultimo ciclista ad aver alzato le braccia al traguardo (nella tappa conclusiva di un'entusiasmante Paris-Nice) e dal più importante "poeta della musica" prestato al nostro sport preferito. Valutate voi se diffonderla a tutto volume o se, una volta verificate le vostre doti nel gorgheggio, cantarla a pieni polmoni.

 

2) Celebrare Gianni Bugno con Adriano De Zan
L'ultimo mezzo chilometro del mondiale di Benidorm 1992 è forse la più entusiasmante telecronaca di ciclismo che i telespettatori Rai ricordino (anche se Stoccarda 1991 non è distante). Recitarla tutti insieme a partire da "eeeeeccoci allo sprint!" potrebbe diventare un rito catartico. Bisogna solo fare attenzione a non lanciare falsi allarmi nel momento in cui il maestro Adriano precisa "e poi di fianco a noi un signore si è sentito male".

 

3) Duettare con Gino Bartali e Fausto Coppi
Cantare per cantare, tanto vale farlo con due tra i più grandi di sempre. Il testo poi lo sappiamo già tutti a memoria.

 

4) Rendere un altro omaggio a Dino Zandegù
Perché, se ancora non fosse chiaro, è lui l'uomo giusto sul balcone giusto. Persino il tributo a Zandegù lo ha scritto Zandegù stesso, un corridore che è tutto testa e cuore.

 

5) Imparare il neerlandese con Michel Wuyts (e Tom Boonen)
Se De Zan che urla "Bugnoooo!" è una pietra miliare delle ciclotelecronache italiane, con il mondiale di Madrid si entra nella leggenda su scala mondiale. La trasformazione della voce di Wuyts nel corso del rettilineo finale, accompagnata da un'orchestra di trombette antesignane dell'epopea delle vuvuzelas, è talmente travolgente da essere diventata anche un tormentone dance (usatelo nei flash-mob dopo mezzanotte). Per agevolare la declamazione in lingua neerlandese, ecco il testo degli ultimi metri:

Vinokoroev vindt het centrum, Valverde zet zich recht, Tom Boonen komt eruit. Tom Boonen pakt nu over. Tom Boonen over Valverde. Tommeke! Tommeke! Tommeke! wat doe je nu! Tom Boonen gaat wereldkampioen worden!, Tom Boonen gaat wereldkampioen worden! Tom Boonen op één, Tom Boonen op één! Tom Boonen is wereldkampioen!

 

6) Cantare "El Contador", ancora con Dino Zandegù
Dite che il neerlandese è troppo complicato? Forse un ritmo latino metterà d'accordo più facilmente gli inquilini di ogni piano. Un po' come Alberto Contador, che a fine carriera metteva d'accordo (quasi) tutti. Proprio come Zandegù.

 

7) Rendere omaggio a Gigi Sgarbozza
La poetica sgarbozziana è talmente vasta ed eccelsa che è difficile individuare una singola opera in grado di rispecchiarne tutto il genio. Obbligati a scegliere per trovare un accordo col vicinato, una selezione di altissimo livello la si ritrova nella trasmissione del Memorial Marco Pantani del 2013.

Non occorre nemmeno aspettare il portentoso sprint di Sacha Modolo, ma basta piazzarsi a 25 chilometri dal traguardo quando il Nostro, dopo un ghirigoro sul numero 33 e un delizioso passaggio di allitterazioni sulla lettera R, si esibisce in un epocale: Fellini, Fan Chi?, Farsanoeff, Dubbesa, Minkiasek, Sinchevizze. Qui davvero non si capisce perché non sia ancora stato fatto un remix.

 

8) Continuare a cantare, sempre con Dino Zandegù
Certo, qualcuno potrebbe suggerire di mettere fuori i rulli e pedalare, visto che di questi tempi la pratica su strada è fortamente sconsigliata. Diciamocelo, è molto meglio tornare a cantare. Del cantore del ciclismo da balcone si dovrebbe eseguire la discografia completa (per quanto le compilation musicali sul ciclismo comprendano diversi altri autori). E con una reclusione ancora lunga all'orizzonte, perché non farlo? 

Una al giorno, comprese "Nibali Nibali detto Lo Squalo", "Viva viva Pozzovivo" e la perla rara "Vai al Giro" (condivisa su Youtube dal canale Non solo trattori!). L'obiettivo però resta arrivare all'estate, quando si tornerà a chiudersi in casa, ma per guardare insieme il Tour de France.

 

 

 

(la foto di copertina è tratta da un reportage di CyclingTips al Tour de France 2012, l'idea di questo articolo viene da uno scambio nel gruppo Telegram di Bonsoir Bidon).

 

 

 

 

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