Campionati finlandesi e altre meraviglie

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    Seduto su un ramo a riflettere sull'esistenza. Cofondatore di Bidon, durante una pausa si è laureato in statistica. Fonti di ispirazione: le biciclette, l’Islanda, i pub di Oxford e Cristobal Jorquera.

Se pensate che Alejandro Valverde, che oggi pomeriggio ha festeggiato il suo ennesimo rinnovo di contratto (smetterà nel 2021, pare) diventando campione spagnolo in linea a 39 anni suonati, sia un atleta imbattile in quanto a longevità, beh, forse non conoscete fino in fondo il meraviglioso universo dei campionati nazionali.

Di questo weekend in cui succede che in Israele uomini e donne – i numeri di gara di queste ultime distinguibili perché stampati su sfondo rosa – gareggino sullo stesso percorso pressoché in contemporanea, e che dunque Guy Sagiv, il più forte tra gli uomini, trovi il modo pedalando di sbaciucchiare Omer Shapira, la sua fidanzata e la più forte tra le donne, giusto qualche metro prima che conquistino i rispettivi titoli (se non avete ancora visto il video - ma dove vivete, in Finlandia?! - lo trovate qui).

Nel weekend dei nazionali succede che in Slovacchia vinca un'altra volta il Sagan sbagliato (Juraj, che nel suo palmares conta esclusivamente campionati nazionali: 3 con questo) e che alle Barbados trionfi Vanderpool (Gregory, che ha un cognome che quest'anno suona assai bene).

Accadono fatti sorprendenti, in questo fine settimana: in Namibia il 18enne Alex Miller batte il ben più quotato Dan Craven, di gran lunga il ciclista più forte di sempre del Paese. Anche fatti un po' meno sorprendenti: negli Emirati Arabi Yousif Mirza diventa campione per la settima volta consecutiva. Vincono molti giovani (in Russia Aleksander Vlasov, 23 anni, promette molto bene) e, come si diceva, persino qualcuno più vecchio di Valverde. 

Il nuovo campione del Madagascar si chiama Jean de Dieu Rakotondrasoa. Nuovo si fa per dire: è il sesto titolo per lui, il secondo dopo il ritorno alle corse. Classe 1976, soprannominato conosciuto in patria come “Pomodoro” (per via degli ortaggi che trasportava da piccolo in bici ogni mattina al mercato di Antananarivo), Jean si era ritirato a fine 2015, ma un anno dopo era già tornato a correre – e a vincere. 

Tuttavia il campione malgascio potrebbe dirsi imberbe (non imberbe quanto Formolo – il campione italiano Formolo è imberbe per definizione – ma comunque imberbe) se confrontato con il vero, assoluto protagonista di questo fine settimana. Il nuovo campione di Finlandia risponde al nome di Arto Vainionpää, nato – udite udite – nel luglio del 1968. Tre anni prima di Davide Rebellin, per intenderci.

Vainionpää, che pedala circa 500 chilometri a settimana e di mestiere fa il macellaio, ha regolato in volata il giovincello Anders Bäckman, 33 anni, campione uscente. 

Una vittoria d'esperienza (e di cosa sennò) per coronare una fuga cominciata a 50 chilometri dall'arrivo: insieme a Vainionpää e Bäckman c'era anche il buon Mikko Kejo che – riporta il quotidiano finlandese Pohjalainen – è riuscito nell'impresa di forare due volte negli ultimi dieci chilometri.

Quarto si è piazzato un altro Vainionpää, Oskari, il figlio minore di Arto. Il biondino nella foto di copertina. Una medaglia di legno, quella di Oskari, che fa il paio con quella della sorella Laura, quarta nella prova femminile di ieri (in Finlandia uomini e donne tendono a correre separatamente). Sì, a quanto pare questi Vainionpää vanno forte in bicicletta.

«Sapevo di star bene, ma non pensavo di vincere», ha dichiarato il capofamiglia. «Puntavo al bronzo, dietro a mio figlio e a Joonas (Henttala, l'unico professionista al via). Ma la corsa è stata dura (faceva caldo, il Pohjalainen riporta che “il solitamente forte vento dell'Ostrobotnia oggi ha brillato per la sua assenza”) e alla fine le condizioni mi hanno favorito. Inoltre correvamo sulle strade di casa, e c'erano ovunque parenti a salutarci. Se mi avessero detto al mattino che avrei vinto, non ci avrei creduto». 

Invece è successo: la Finlandia ha un campione nazionale di quasi 51 anni. D'altra parte come scrive un altro Arto – il grande Paasilinna – nell'incipit di “Piccoli suicidi tra amici”, «il più formidabile nemico dei finlandesi è la malinconia, l'introversione. Un senso di gravezza aleggia su questo popolo sfortunato. Ma i finlandesi sono al tempo stesso un popolo combattivo. Non cedono mai». (

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