Il profilo Instagram della capretta di Pinot è una favola

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    Seduto su un ramo a riflettere sull'esistenza. Cofondatore di Bidon, durante una pausa si è laureato in statistica. Fonti di ispirazione: le biciclette, l’Islanda, i pub di Oxford e Cristobal Jorquera.

In un’intervista rilasciata a L’Équipe alcuni giorni fa, in cui affermava che dedicarsi alle attività della sua fattoria è la sola cosa che in questo momento riesca a rinfrancargli lo spirito, Thibaut Pinot accennava al profilo Instagram di Kim, una delle caprette nate in fattoria il mese scorso, e che cura personalmente insieme alla sua compagna Charlotte.

Si augurava, in particolare, che l’account potesse presto arrivare a 10mila follower.

Nei giorni successivi, in effetti, la soglia è stata agilmente superata (al momento sono più di 10.500) e – attenzione – bisogna dire che si tratta di un risultato solo parzialmente attribuibile alla visibilità mediatica ricevuta.

Imperdonabilmente scettico, io all'inizio mi ero limitato a registrare la notizia. In seguito, alcune storie condivise dallo stesso Pinot (ce n'era una bellissima in cui lui faceva dei piegamenti sulle braccia mentre la capretta continuava a saltargli sulle spalle) mi hanno incuriosito, e questa mattina ho deciso di approfondire per bene la questione. 

La verità è che @kim.goat è un profilo originale, ben pensato, intelligente. E, il che non guasta mai, divertente.

Kim, che nella bio si autodefinisce “la capra più stilosa della Franca Contea”, redige i post rigorosamente in prima persona, rivolgendosi sin dal principio ai suoi seguaci (chi sono poi costoro? Tifosi di Pinot? Amanti della natura? Bambini? Vittorio Sgarbi? Sospendiamo per ora la questione) come alla sua «comunità».

Si scopre presto uno dei deliziosi vezzi che caratterizzano la quotidianità di Kim: il biberon da cui si nutre è una bottiglia di birra belga riciclata. 

Il passo successivo è la presentazione dei componenti della sua famiglia, a partire da Charlotte, “la padrona di casa”,

passando per il montone (per gli amici "il piccolo principe"),

e arrivando infine a “El Patrón”, Thibaut, colui che – si scopre – «ha iniziato Kim alla Duvel, le ha fatto conoscere il Paris Saint-Germain e le fa mordere un po’ del suo nasone».

Vien fuori poi che Kim ha una cugina di nome Quentine, che non di rado si dà al photobombing:

Il 1° aprile Kim e Quentine hanno tentato di fare scherzoni a tutti i residenti della fattoria, con risultati alterni. Se le “compagne bovine” si sono mostrate difficili da gabbare, gli asini e Piccolo Principe sono stati vittime “fin troppo facili”. 

Altro giorno, altra scoperta. Ecco Kim che dorme in groppa all’asina Iris (tutti gli animali hanno un nome proprio nella fattoria di Pinot),

Kim che gioca alla pétanque,

Kim che mordicchia i ranuncoli – anzi no, diciamolo in francese che suona molto meglio: les boutons d’or.

L’ultimo post è di questa mattina, e riproduce il momento dell’incontro con un esemplare mai visto prima da Kim e Quentine, una gallina: «Béééh e lei chi è??? Ce l’hanno portata a casa ieri… sembrerebbe chiamarsi Chanel, ed è una gallina inglese del Sussex (molto chic e glamour). Ma non abbiamo ancora potuto parlarci troppo… sì, fa un po’ la star.»

Non credevo avrei potuto passare quasi un’ora della mia vita a spulciare il profilo Instagram di una capra, e non sarebbe successo se non si fosse trattato della capra di un ciclista importante – e se non corressero i tempi che corrono.

Sono contento di averlo fatto, però. E capisco i molti “Merci” che si leggono tra i commenti ai post. Un papà ha scritto sotto una delle foto “Kim, seguo le tue avventure con i miei bambini di 2 e 4 anni. È così riconciliante…”

La palette primaverile, l’atmosfera fiabesca, gli echi da libro illustrato. L’aria aperta. Le avventure di Kim sono una sorprendente, spassosa boccata d’ossigeno. Prima di chiudere la finestra del browser aperta sul suo Instagram, poco fa, ho cliccato anch'io su "Segui".

 

 

 

 

 

 

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