Cinque scenari (più o meno) possibili dopo l'addio di Froome alla Ineos

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    Seduto su un ramo a riflettere sull'esistenza. Cofondatore di Bidon, durante una pausa si è laureato in statistica. Fonti di ispirazione: le biciclette, l’Islanda, i pub di Oxford e Cristobal Jorquera.

Dunque nel 2021, dopo dieci anni, Chris Froome cambierà squadra. Sebbene il suo passaggio dal Team Ineos alla Israel Start-Up Nation fosse nell’aria da settimane, si tratta di una delle notizie di ciclomercato più clamorose degli ultimi anni, foriera di anticipazioni, retroscena e dietrologie assortite. 

Ora: a leggere le dichiarazioni ufficiali delle due parti, l’impressione è che quella tra Froome e la sua squadra sia una separazione amichevole, senza nessun lancio di stoviglie. Ed è verosimile, considerata la professionalità del diretto interessato e la profondità di un rapporto reciprocamente proficuo, che sia per davvero così. 

Tuttavia, la rapida escalation della notizia da rumor di mercato ad anticipato annuncio ufficiale (oggi è il 9 luglio, e la finestra dei trasferimenti si apre solo l’1 agosto) lascia supporre – sperare? – che il rapporto tra il team di Brailsford e il suo capitano storico si sia deteriorato al punto da aprire sul prosieguo di questa travagliata stagione squarci tattici impensabili fino a poche settimane fa. 

Dopo mesi di esercizio onanistico delle sue funzioni, d’altra parte, la fantasia degli appassionati di ciclismo è avidamente proiettata al ritorno delle corse, così abbiamo deciso di darle spago proponendo cinque diversi possibili scenari generati dall’annuncio odierno. La probabilità di realizzazione e il tasso di spettacolarità di ciascuno di essi sono valutati in stelline, da un minimo di una a un massimo di cinque. Eccoli.

 

1. SCENARIO POLITICALLY CORRECT – Con la motivazione ufficiale di un recupero dall’infortunio non ancora completo e di uno stato di forma lontano dal top per via della prolungata assenza dalle corse, il Team Ineos decide di non includere Froome nella squadra in partenza per il Tour. Chris, consapevole che l’esclusione è in realtà legata soprattutto all’imminente cambio di squadra ma allo stesso tempo ancora molto incerto rispetto alla propria ritrovata competitività, decide di accettare pacificamente la decisione. Sarà il capitano unico della Ineos alla Vuelta, che – complice l’assenza di grandi avversari – dominerà.

Probabilità di realizzazione: ***
Tasso di spettacolarità: *

 

2. SCENARIO "THE LAST DANCE" – Froome parte per il Tour come co-capitano della sua squadra insieme a Bernal e Thomas, secondo la regola aurea del ciclismo che vuole che tanto “deciderà la strada”. Sulla strada la Ineos è dominante come non mai, e Froome sembra essere tornato quello di alcune stagioni fa. Indossata la maglia gialla al termine della tappa del Grand Colombier, la conserva senza grossi patemi d'animo fino a Parigi, ottenendo l'agognato Tour numero 5 nel tripudio generale di Brailsford e della sua creatura.

Probabilità di realizzazione: **
Tasso di spettacolarità: **

 

3. SCENARIO PROFESSIONALITÀ TOTALE – L’era di Froome alla Ineos si conclude con un’esemplare dimostrazione di gratitudine e fair play. Le condizioni iniziali sono quelle dello scenario 2, ma in questo caso Chris, staccato da Bernal e Thomas già nella tappa di Loudenvieille, decide di mettersi a totale disposizione dei compagni, gregario più titolato della storia del Tour, rivelandosi fondamentale per la seconda doppietta consecutiva della Ineos (1° Bernal, 2° Thomas) e portandosi a casa la vittoria di tappa sul Col de la Loze, dopo una commovente fuga solitaria.

Probabilità di realizzazione: ***
Tasso di spettacolarità: ***

 

4. SCENARIO À LA GUERRE COMME À LA GUERRE – Confortato da uno stato di forma crescente e insieme deluso dalle dichiarazioni della Ineos secondo cui l’obiettivo primario della squadra è rivincere il Tour con Bernal, Froome spinge per anticipare il suo trasferimento alla Israel prima della partenza per la Francia. Per evitare incresciose incomprensioni in terra francese, la Ineos accetta. Alle bellicose dichiarazioni pre-gara fanno seguito sulla strada attacchi ripetuti e talvolta sconsiderati di Chris, anche in discesa (giù da Plateau de Glières). L’iperattività di Froome non produce grandi stravolgimenti in termini di classifica generale (vince lo stesso Bernal; il capitano della Israel arriva soltanto quarto, dietro il suo compagno di squadra Dan Martin), tuttavia il suo atteggiamento innervosisce in più di un’occasione gli Ineos (clamoroso il ventaglio di Lione, a causa del quale Bernal e Thomas perdono più di un minuto) e mantiene costantemente alta la tensione in un Tour tra i più divertenti del decennio.

Probabilità di realizzazione: **
Tasso di spettacolarità: ****

 

5. SCENARIO N’IMPORTE QUOI – Le premesse sono le medesime dello scenario 3, con Froome co-capitano della Ineos alla vigilia della corsa ma relegato dai primi arrivi in salita a terza scelta della squadra per la classifica generale. Nel corso della terza settimana, però, colto da un acuto attacco di Peyragudite-2012, Froome, discretamente piazzato in top-ten, si ribella alle gerarchie della squadra attaccando da lontano nella tappa di Villard de Lans e ancora il giorno dopo, verso Col de la Loze. Diventato col suo fare dinamitardo il miglior alleato della Jumbo-Visma, Chris risale la classifica fino al terzo gradino del podio, ma soprattutto contribuisce (involontariamente? Di questo giornalisti e appassionati discuteranno per mesi, forse per anni) alla clamorosa rimonta di Primoz Roglič, vincitore finale del Tour dopo aver dominato la cronoscalata della Planche des Belles Filles. 

Probabilità di realizzazione: *
Tasso di spettacolarità: *****

 

 

p.s.: Questi cinque scenari non contemplano l'ipotesi che entro il 29 agosto Sylvan Adams rimpingui ulteriormente l'abbondante budget della Israel, mettendo sotto contratto, dopo Froome, anche Thomas e Bernal. Alla vigilia di Ferragosto, completa l'organico acquisendo la triade della Jumbo (Dumoulin, Roglič e Kruijswijk), i gemelli Yates e tutta la Manuela Fundación (che nel frattempo ha rilevato quattro licenze WorldTour diverse). Nonostante gli sforzi, comunque, non riusce a conquistare la maglia gialla: il Tour lo vince Pinot, ma questa è un'altra storia.

 

 

 

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