La lettera di Thomas Dekker al giovane se stesso

È recentemente uscito "La mia battaglia", il libro in cui l'ex-professionista Thomas Dekker racconta al giornalista olandese Thijs Zonneveld la parabola che l'ha portato ai margini del ciclismo e al ritiro dalle corse a soli 30 anni. La storia di Dekker è la vicenda personale di un grande talento sprecato e insieme quella generazionale di un'epoca del ciclismo. Di seguito vi proponiamo un estratto dalla lettera che lo stesso Dekker aveva dedicato al se stesso più giovane all'indomani del suo ritiro, e che la rivista inglese "Rouleur" ha ripreso nei giorni scorsi.

 

 

Caro Thomas,

stai scrivendo questa lettera nel giorno del tuo 30° compleanno. Quando invecchi, qualche volta capita di guardarti indietro. [...]

Hai 20 anni e sei il migliore di tutti. Hai firmato il primo contratto con la Rabobank, e tutto va bene. C'è pressione su di te, ma non ti pesa. Nel primo anno da pro' non pensi mai al doping. Poi però vedi quello che fanno gli altri intorno a te. [...]

Non dai la colpa a nessuno, la cultura del ciclismo che stai vivendo è quella. Inizi a doparti nel 2006. È il ciclismo professionistico, pensi: lo fanno tutti, lo faccio anch'io. Presto non ci penserai nemmeno più. [...]

Sei giovane, vivi di adrenalina, ottieni risultati, guadagni molti soldi e ti diverti. Per molto tempo, ti comporti da stronzo - cosa comprensibile, nella tua situazione. [...]

Quando il telefono squillerà, il 1° luglio 2009, penserai che è impossibile: sei stato pulito per un anno intero. Ma il test risaliva al 2007. La tua vita cambierà. Dirlo ai tuoi genitori sarà difficile. Ti sentirai solo. Scoprirai di non avere molti amici. Ti perderai: alcol, feste. Ingrasserai di 16 kg, smetterai di fare sport. Imparerai che sei una persona molto più autodistruttiva della media. [...]

Quando tornerai al ciclismo, sarai in una lista nera. Non sarà facile per te trovare una squadra. [...] Sarai il ciclista che si dopava, fino al giorno della tua morte. Questa cosa ti definirà come persona. Credimi, non è il meglio che possa capitarti.

Allora il mio consiglio è questo: goditi il presente, perché finirà in fretta. Non hai idea di cosa stai facendo. 

Scrivi un diario. Costruisci un buon rapporto con i media olandesi: ti tratteranno un po' meglio quando risulterai positivo. Non cambiare perché lo vogliono gli altri, e rimani fedele alla persona che eri quando avevi 18 anni.

Mi piacerebbe che tu fossi felice a fare quello che fai, e che ti ricordassi sempre che il ciclismo ti ha reso il ragazzo più felice del mondo.

Buona fortuna,
Thomas Dekker

 

La lettera integrale è stata pubblicata il 18 novembre da Rouleur, ed era originariamente apparsa nel numero 50 della rivista (settembre 2014).

 

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