[Innsbruck2018] Non scriveremo di Remco Evenepoel

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    Seduto su un ramo a riflettere sull'esistenza. Cofondatore di Bidon, durante una pausa si è laureato in statistica. Fonti di ispirazione: le biciclette, l’Islanda, i pub di Oxford e Cristobal Jorquera.

Articolo pubblicato la prima volta il 28 settembre 2018, dopo la vittoria di Remco Evenepoel ai Mondiali di Innsbruck, gara juniores. In fondo, un rapido aggiornamento sulla situazione.

 

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Non scriveremo oggi di Remco Evenepoel perché scrivere serve a dare testimonianza alle cose che si sono concluse, e invece Evenepoel è appena cominciato.

Non scriveremo oggi di Remco Evenepoel perché scrivere significa fissare le cose di cui si ha contezza, e invece di Evenepoel sappiamo poco.

Non scriveremo oggi di Remco Evenepoel perché scrivere aiuta a delimitare i contorni delle cose che non si conoscono, e invece i limiti di Evenepoel è complicato anche solo immaginarli.

Non scriveremo oggi di Remco Evenepoel perché scrivere dà voce a chi non dice, o a chi dice poco e male, e invece Evenepoel dice e tanto e bene, e dopo aver vinto quasi tutte le gare cui ha preso parte quest’anno, e aver dominato sia la cronometro che la prova in linea dei campionati del mondo, e aver fatto sembrare i suoi avversari più imberbi di quanto già non siano, questo ragazzetto del 2000 ha dichiarato ai microfoni del mondo che in seguito a tutto questo lui si augura una sola cosa: che gli venga data la possibilità di continuare a crescere in silenzio.

Non scriveremo oggi di Remco Evenepoel perché di lui ha già scritto a sufficienza Yves Lampaert, uno dei sui futuri compagni di squadra. Lampaert oggi pomeriggio ha twittato una faccina terrorizzata, che sembra un messaggio poco loquace e invece funziona bene per spiegare il suo sentire: lui tra un paio di mesi con Evenepoel dovrà allenarcisi, il pensiero di dovergli star dietro gli fa venire il mal di gambe fin d’ora.

Non scriveremo oggi di Remco Evenepoel perché un pochino siamo spaventati anche noi, nel senso che se cominciassimo stasera a raccontare di lui, se decidessimo di giocarci le nostre cartucce adesso, correndo il rischio di esaurire presto tutto il repertorio, beh, significherebbe che non crediamo a sufficienza in una di queste due eventualità:

a) che Evenepoel effettivamente domini il ciclismo dei prossimi 15-20 anni;

b) che Bidon esista ancora mentre Evenepoel domina il ciclismo dei prossimi 15-20 anni.

E invece tendiamo ad essere piuttosto fiduciosi in entrambi i casi (un filo più nel caso a che nel caso b, ad essere sinceri).

Ecco quindi spiegati un po’ dei motivi per cui non scriveremo oggi di Remco Evenepoel.
Ma forse l’abbiamo appena fatto.

 

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AGGIORNAMENTO DEL 3 AGOSTO 2019: Al culmine di otto mesi da professionista - i primi - in cui aveva già vinto una tappa e la classifica generale del Giro del Belgio, una tappa all'Adriatica Ionica, il Criterium d'Alost e la classifica giovani alla Vuelta San Juan, il 3 agosto 2019 Remco Evenepoel ha vinto la sua prima gara di un giorno di livello World Tour, la Clásica San Sebastián. Dopo essersi staccato sulla penultima salita, è rientrato in discesa, ha distribuito un po' di borracce ai compagni di squadra, ha attaccato in pianura ed ha resisito sulla salita finale al ritorno del gruppo dei migliori. Tutto questo all'età di 19 anni e 190 giorni. Al prossimo aggiornamento.

 

 

 

 

 

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