La vita davanti

Lo scorso aprile Tanguy Turgis era diventato il più giovane corridore negli ultimi 79 anni in grado di concludere entro il tempo massimo la Parigi-Roubaix. Si era classificato 42°, a 12 minuti da Sagan, dopo aver resistito nel gruppetto dei migliori fino alla foratura che l'aveva appiedato nel tratto di pavé di Carrefour de l'Arbre.

Un exploit celebrato da media e tifosi, e anche da noi di Bidon, che avevamo dedicato un breve pezzo alla storia del suo nome (Tanguy in bretone vuol dire qualcosa tipo "guerriero ardente"), della sua passione (ha due fratelli maggiori, entrambi professionisti, e insieme a loro è cresciuto guardando videocassette di vecchi Tour de France) e del suo futuro (fonti di ispirazione: Voeckler per l'intelligenza e Gilbert per l'esplosività).

"Naturalmente portato" avevamo titolato, citando una descrizione del sito della sua squadra, la Vital Concept. Ieri pomeriggio sullo stesso sito è apparso un comunicato che spiega come in realtà il fisico di Tanguy non sia naturalmente portato per lo sport agonistico. A Turgis, 20 anni, è stata diagnosticata una malformazione cardiaca che l'ha costretto al ritiro dalle corse.

Di seguito riportiamo il toccante messaggio rilasciato dal giovane ex-corridore:

I medici hanno purtroppo confermato quello che temevo. Soffro di un'anomalia che potrebbe peggiorare nel tempo, e non è possibile correre rischi. Anche se posso ancora pedalare a un ritmo moderato e condividere alcune uscite con i miei amici, non posso più praticare sport ad alto livello. È come se tutto stesse andando in pezzi. Questa notizia cambierà la mia vita. È difficile da accettare, perché mi piace la bicicletta sopra ogni altra cosa, e in un certo senso ho l'impressione di dover rinunciare anche ai miei fratelli...

Non vedevo l'ora di vedere Jimmy al mio fianco la prossima stagione, tutti e due con la stessa maglia (Jimmy Turgis ha firmato lo scorso agosto con la Vital Concept per il 2019 lasciando la Cofidis, ndr). Mi ci vorrà del tempo per accettare questa decisione, tuttavia spero di rimanere nel mondo del ciclismo. Lo amo troppo, e vorrei continuare ad accompagnare i miei fratelli, aiutarli come posso e restituirgli quello che loro mi hanno dato in tutti questi anni.

Il cardiologo mi ha spiegato che sarebbe potuta andare peggio, e questo è quello che devo tenere presente. Sono fortunato ad essere accompagnato da uno staff che mi supporta e vuole aiutarmi, qualunque cosa decida. Adesso mi tocca riflettere sulla fine della mia carriera. Mi è capitato spesso di pensare a cosa avrei fatto dopo aver smesso con la bici, ma non pensavo di doverlo fare così presto.

Jérôme Pineau, il general manager della Vital Concept, ha aggiunto che la squadra non lascerà solo Tanguy nella ricerca di nuovo futuro, e anche che alla "tristezza infinita della storia di un ragazzo costretto a interrompere i suoi sogni" bisogna affiancare la gratitudine per essere riusciti a prevenire "un altro dei drammi che purtroppo a volte accadono nello sport".

Tra tutti i messaggi di sostegno rivolti a Turgis da addetti ai lavori e colleghi, ci piace concludere rilanciando il denso tweet di Yoann Offredo, della Wanty Gobert: «Hai la vita davanti, Tanguy».

 

 

 

 

 

 

 

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