Io Cimolai, egli vinse

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    Seduto su un ramo a riflettere sull'esistenza. Cofondatore di Bidon, durante una pausa si è laureato in statistica. Fonti di ispirazione: le biciclette, l’Islanda, i pub di Oxford e Cristobal Jorquera.

Cimolai è un verbo al passato remoto, contiene nella sua desinenza l’idea dell’azione conclusa. Io cimolai, nel senso che ho fatto davvero tutto quello che era in mio potere, tutto ciò che mi era stato richiesto e che negli anni ho imparato ad affinare, non mi servono più troppe spiegazioni per sapere qual è il momento di allungare e quello di tirare, io di tutto questo ho fatto una professione, sono diventato ormai uno dei migliori esponenti del settore.

Rintuzzai, accelerai, stoppai, lanciai. Uno potrebbe snocciolare una lunga sequela di parole per descrivere una corsa in cui si siano riuscite a mettere in fila, e senza la minima sbavatura, tutte le azioni del gregario perfetto. Potrebbe consultare le cronache e i manuali, selezionare le perifrasi più appropriate, i verbi che suonino meglio. Oppure, in modo più sbrigativo ma altrettanto compiuto, potrebbe sintetizzare il racconto con un concetto che li racchiuda tutti.

- Cosa facesti di preciso quel giorno di pioggia a Glasgow, sulle strade del campionato europeo di ciclismo che pareva una gara di ciclocross?
- Mah, il solito: cimolai un bel po’.

Cimolai è una prima persona singolare, d’altra parte nel ciclismo la fatica è celebrazione collettiva ma ancor prima individuale, è la necessità di mettere da parte le proprie brame quando serve, di cambiare punto di vista e gioire per un quinto posto come se fosse il primo, perché primo ci è arrivato un amico, un compagno di squadra oppure di nazionale, colui alla cui causa ha avuto senso consacrare una delle proprie giornate migliori, e anche se quello lì non sei veramente tu, e non sarà il tuo nome a comparire né la tua divisa ad ospitare stelle e fasce blu, beh, va bene lo stesso.

Io cimolai, tu cimolasti, egli vinse. Egli questa volta è Trentin, Matteo Trentin, nome che significa “dono” e stagione complicata alle spalle. Cimolai invece è Davide, nome che significa “amato” e cognome che è voce di molti verbi: di attaccare, rispondere, scortare e pilotare. Di giocare di squadra ed esultare, qualche volta, anche arrivando quinti. 

 

 

foto via UEC

 

 

 

 

 

 

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