#PdR (e21) - Vacanze romane

Si dice che tutte le strade portino a Roma, ma la saggezza popolare non ha mai spiegato esattamente per quale motivo imboccare una qualsiasi di queste strade, a prescindere che siano asfaltate, in pavè o piene di buche, e spingersi fino alla Capitale:

Negli ultimi tempi a Roma sembra essere molto di moda consultarsi,

ri-consultarsi,

incontrare le autorità

per ottenere l'incarico (di neutralizzare i giri finali del circuito).

Con un obiettivo chiaro:

formare una squadra di governo

e dividersi tutti i ministeri, a partire da quello dei trasporti:

Sempre che alla fine non ci si trovi di fronte a un alt,

e non resti che scegliere a che santo votarsi:

 

A Roma, tuttavia, ci si va soprattutto in vacanza. Ed è per questo che il Giro 101 ha deciso di concludersi lì, nel 35° anniversario delle "Vacanze romane" dei Matia Bazar.

Eccoci dunque alla sigla finale del nostro Giro. Provate a tenere il tempo battendo le mani:

Roma, dove sei? Eri con me.
Oggi prigione tu, prigioniera io

Roma, antica città
Ora vecchia realtà

Non ti accorgi di me e non sai che pena mi fai

Ma piove il cielo sulla città

Tu con il cuore nel fango

L'oro e l'argento

le sale da tè

Paese che non ha più campanelli

Poi, dolce vita che te ne vai

Sul Lungotevere in festa

Concerto di viole e mondanità
Profumo tuo di vacanze romane

Roma bella, tu, le muse tue

Asfalto lucido, "Arrivederci Roma"

Monetina e voilà
C'è chi torna e chi va

La tua parte la fai, ma non sai che pena mi dai

Ma Greta Garbo di vanità

Tu con il cuore nel fango
L'oro e l'argento

le sale da tè

Paese che non ha più campanelli

Poi, dolce Giro che te ne vai

Sulle terrazze del Corso

"Vedova allegra", máìtresse dei caffè

Profumo tuo di vacanze romane...

 

Avremmo potuto essere un po' più seri, è vero. Ma il Giro è finito anche per noi.

E d'altra parte lo sapete già che oggi è stata festa per tutti. Per i capitani

e per i loro aiutanti:

Lo sapete bene che la tappa l'ha vinta di nuovo il bel Bennett (e sono 3),

e che qualcuno si è lamentato del circuito finale

(che in effetti era pericoloso, anche se i rischi per i ciclisti sulle strade di solito vengono da altro).

Lo sapete già che il Giro è finito, lasciandoci come sempre un poco attoniti,

con lo sguardo incerto verso quel che sarà,

nella speranza che tutto il bello che abbiamo applaudito "resisterà al tempo", come ha detto Froome.

Nella speranza che il destino del Giro sia lo stesso di Roma: eterno. Che continui all'infinito a colorare il nostro maggio; che lasci le strade piene di borracce,

ma non troppo a lungo. In ognuna di esse c'è una storia da leggere e raccontare: tocca affrettarsi a coglierle, finché si è in tempo.

 

A cura di Filippo Cauz e Leonardo Piccione

 

 

 

Categoria: