#PdR (e05) - Colpi di mano

Le fughe che partono a tappa appena cominciata sono un impegno per i corridori che se le inventano, certo, ma soprattutto per i cronisti, a cui tocca identificare presto le generalità dei coraggiosi. E di rado si tratta di facce conosciute, cosicché uno possa scorgere il profilo e dire "toh, è proprio lui, lo riconosco dagli zigomi e della pedalata". Il più delle volte tocca cercare il numero di gara sul dorsale, o sotto il sellino, e poi confrontarlo con la lista dei partenti. 

C'è però un numero che da sette anni tutti i cronisti sanno non troveranno più in mezzo al gruppo del Giro d'Italia. Il 9 maggio 2011 Wouter Weylandt moriva lungo la discesa dal Passo del Bocco: da allora il suo 108 non può essere assegnato a nessun altro. 

Sono in 4 a dar vita alla fuga di giornata: il primo a lanciarsi, pochi secondi dopo il via, è l'irlandese Mullen, cui si accodano Laurent Didier (un suo compagno di squadra), Eugert Zhupa (desideroso di avere una nuova storia da raccontare nel suo diario) e Andrea Vendrame (l'ultimo ad arrendersi, lo prenderanno a 3 km dall'arrivo):

Ma più che la fuga, il leitmotiv di giornata è un altro: "Chi tenterà il colpo di mano?", si chiede Stefano Garzelli in una ricognizione della tappa proposta cinque volte nel corso della prima ora di diretta e quattro nella seconda. Lo ripete talmente tante volte da diventare in breve l'indiscusso leader della classifica appunti:

Un colpo di mano degno di nota è di sicuro quello di Alessandro Fabretti, al quale basta un gesto della mano sinistra per far comparire a piacimento decine di animazioni grafiche rivoluzionarie, tipo questo righello uscito direttamente da un'opera di Dalí:

(gli addetti alla realtà aumentata di RaiSport sono però decisamente più attratti da Laura Betto, visto che sfruttano superflui aggiornamenti dalla corsa per indicare senza troppo mistero i suoi piedi)

Colpi di mano a destra e manca, dicevamo. Ecco Sander Armée in un classico "colpo di mano per offrire la borraccia a un compagno che tira":

Questo è invece il colpo di mano con cui Dayer Quintana esaurisce un panino al prosciutto,

e quest'altro quello con cui Vendrame attiva il suo assistente vocale:
- Ciao Siri, fino a quando dovrò stare allo scoperto oggi?
- Ciao Andrea. Sono Gianni Savio, il tuo direttore sportivo. Guai a te se oggi non sarai l'ultimo ad essere ripreso!

Quello di Carlos Betancur più che un colpo di mano è un colpo di genio. C'è solo un nome che il buonsenso suggerirebbe di  non citare risponendo alla domanda su chi sia il tuo "mito nello sport", sapendo che poi la risposta sarà trasmessa in mondovisione. E cosa fa il nostro Bananito? Fa esattamente quel nome.

Il dato più interessante della scheda precedente è però un altro:

Se non conoscete "El ganador" di Nicky Jam, beh, datevi una mossa, YouTube esiste apposta. Noi per il momento ci limitiamo a riportare un estratto del testo della canzone, che chiarisce le intenzioni del colombiano per la tappa di domani sull'Etna:

Ho la forza di uno tsunami,
adesso tutte le ragazze mi cercano.
Mi sento il migliore,
il mio tempo è adesso.

Non dite che non ve l'avevamo detto, poi.

Verso metà tappa la corsa lascia il litorale e va in cerca della valle del Belice, che si presenta così:

A Menfi Salvatore Puccio si ferma per salutare parenti e amici. Il corridore della Sky è nato qui, poi nel 1997 si è trasferito ad Assisi, dove suo padre era impiegato nella ricostruzione dopo il terremoto dell'Umbria:

Anche nel Belice il respiro minaccioso della terra si percepisce netto. L'ultima parte della corsa è un susseguirsi di cicatrici e rattoppi, di paesi ricostruiti e altri abbandonati dopo il disastro di cinquant'anni fa. Quando costeggia il cretto di Burri,

la tappa è già entrata nel suo vivo.
Qui Barbin e Viviani attendono pazienti che l'irgorgo si risolva:

Ha molta meno pazienza Roy Curvers, che se la prende con l'auto del cambio ruote lanciandole una borraccia :(

Tra i grossi nomi rimangono attardati nel traffico Pozzovivo e Schachmann, i quali però, sfruttando i compagni di squadra e una condizione superlativa, riescono a recuperare e persino a giocarsi il finale da protagonisti (a Santa Ninfa saranno rispettivamente 9° e 4°).

Va molto peggio a Miguel Ángel López, la cui decisione di vagare per i campi della Sicilia Occidentale come fossero quelli del Tennessee si traduce in altri 43 secondi persi in classifica generale:

Ripresa la fuga, il finale chiama ancora una volta in causa la categoria dei puncheurs, nella quale si rivedono Ulissi

e soprattutto Visconti: dopo aver aiutato Pozzovivo a rientrare, il siciliano lancia un lungo sprint

al termine del quale spunta finalmente Enrico Battaglin,

che torna a vincere dopo quattro anni e ai microfoni dichiara con fin troppa modestia che il suo più che un colpo di mano è stato un colpo di fortuna. 
Si farebbe davvero molta fatica a credergli, se non fosse che - effettivamente - quando si vince ci sono solo tre "colpi di mano" che hanno senso:

1. Allargarle, per esultare

2. Stringerle, per stappare

3. Sollevarle, per brindare.

 

 

 

A cura di Leonardo Piccione.

 

 

 

 

 

 

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