#PdR (e07) - Tutti al mare

L'indimenticabile Gabriella Ferri lo cantava negli anni '70: "Tutti ar mare, a mostra' le chiappe chiare. Co' li pesci, in mezzo all'onne, noi s'annamo a divertì". Ed è al mare che si dirige il Giro 2018, in una giornata che appare sin dalla partenza come un giorno di riposo extra.

A Praia a Mare ad attendere la carovana rosa ci sono ben sei chilometri di spiaggia

e un intero showroom di ombrelloni (o forse è una distesa di potenti antenne con cui i locali provano a comunicare con gli alieni?)

Ma è tutto il pomeriggio a somigliare a una scampagnata sul litorale, ideale per riprendersi dalle fatiche dei giorni precedenti e dirigersi verso il mare con la chitarra in spalla.

Ad esempio a Guardia Piemontese,

oltre a tifare (ovviamente) per la Juventus,

è praticamente obbligatorio "fare ciao ad un treno che passa",

mentre "guardare nel cielo la scia di un aereo" oggi appare un attimo più complicato.

Una cosa meno estiva, ma altrettanto calabrese, ci viene raccontata da Stefano Rizzato. A Diamante, attraversata nel finale di tappa, si tiene ogni anno la gara del peperoncino diavolicchio:

Per questo motivo la giuria aveva stabilito che sarebbero state accettate soltanto fughe i cui componenti avessero avuto sia maglia che bicicletta rigorosamente rosse:

Ballerini, Belkov e Irizar rispondono ai suddetti requisiti, così sono autorizzati ad andarsene. In gruppo intanto, presagendo il pomeriggio di relax, si festeggia:

Ci si può quindi dedicare a curiosità e progetti per il futuro. Si scopre ad esempio che Simon Yates non pensa di poter reggere troppo a lungo in maglia rosa:

Persino tra i fuggitivi regna la calma. Qui Belkov ne approfitta per schiacciare un pisolino (la posizione non è comodissima, ma a scuola tutti abbiamo dormito così qualche volta, dai):

Si prosegue con le curiosità. Vi siete mai chiesti con che logica vengano assegnati i numeri di gara? Noi eravamo convinti di saperlo benissimo, fino a quando non abbiamo visto Ballerini correre con il duemiladuecentoventidue:

In quanto alla regia, l'idea sarebbe intrattenere gli spettatori con sovrimpressioni che li riportino ai tempi dell'esame di "Fisica II", ma che finiscono soltanto per provocare loro un'emicrania niente male:

Decisamente più godibile il passatempo di questi tifosi che, anticipando le coreografie di trattori e balle di fieno che ci attendono tra un mese e mezzo in Francia, ci regalano quest'opera fatta con lettini e mosconi da bagnino:

Le cose sembrano poter cambiare quando si costeggia la Torre Crawford di San Nicola Arcella. È intitolata al suo più celebre inquilino, uno scrittore americano di fine ‘800 che parlava 16 lingue (tra cui il sanscrito), e che in questo tratto di costa calabrese ambientò alcuni dei suoi più famosi racconti horror.

In For the blood is the life, una storia di vampiri, Francis Crawford descrive la torre, che “si erge solitaria su questa porzione di roccia ad uncino, e non c’è casa che si possa scorgere nel raggio di tre miglia”:

“Quando sono via”, continua lo scrittore, “la lascio in custodia ad un piccolo essere dalle fattezze simili a quelle di uno gnomo che mi si affezionò molto tempo fa”:

Ti vogliamo bene, Domenico! E te ne vogliono molto anche i calabresi

D’altra parte, come si dice in questi casi, “Andiamo tutti quanti al Giro / A tifare Pozzovivo”. Non sono parole di Crawford, queste, ma del mitico Zandegù, al quale da queste parti è stata giustamente dedicata un’isola:

Ma la tappa di oggi, l'abbiam visto, non è affatto una faccenda horror. La sola variante di vampiro che si scorge è questo esemplare assetato (di acqua) di nome Ladagnous:

La fuga viene ripresa e le squadre dei velocisti si organizzano, a partire dalla Lotto-FixAll. Adam Hansen oggi compie 37 anni e festeggia a modo suo: tira a 60 all'ora

Eccoci infine all'ultimo chilometro, dove qualcuno ha riadattato la toponomastica locale. Qui siamo in Via di Fuga,

che qualcuno potrebbe pensare si trovi nel deserto, a giudicare dagli effetti visivi:

Alla fine, la volata è lanciata: Viviani prende la ruota di Modolo, Bennett prende la ruota di Viviani. La maglia ciclamino, dopo due vittorie in rimonta, questa volta la subisce. Bennett rischia di ritrovarsi chiuso nel momento giusto,

poi però trova uno spiraglio, se ne frega dell'indicazione sull'asfalto

e vince nettamente:

Nel giorno consacrato al peperoncino e ai vampiri, trionfa un irlandese. D'altra parte è rosso anch'egli: sul mento

e, per un giorno, pure sulle guance:

 

A cura di Filippo Cauz e Leonardo Piccione.

 

 

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