#PdR (e20) - I giocatori

La cosa più antipatica, che saltava agli occhi alla prima occhiata in tutta quella marmaglia di giocatori di roulette,

era l'ostentato rispetto per l'occupazione a cui si dedicavano, l'aspetto serio

e perfino rispettabile

che assumevano tutti coloro che circondavano i tavoli.

L'ultima tappa di montagna del Giro d'Italia transita nel suo culmine accanto al casinò di St. Vincent, ed è l'occasione finale per fare il proprio gioco.

Certo quasi tutti gli scommettitori hanno esaurito le proprie fortune ieri. Se quella di Bardonecchia è stata la finale di Champions League, questa di Cervinia può essere considerata al massimo una finale di Copa America:


Spoiler: vincerà la Colombia.

 

Cosicché dopo che i croupier

hanno distribuito le carte

calcolato le probabilità

e steso il panno verde,

la mano passa a chi, per convenzione, s'assume per primo l'onere dell'azzardo: i fuggitivi.

Tra i 27 all'attacco, ben 4 sono dell'Androni. Una squadra di ludopati, più che di ciclisti:

Mentre davanti si procede alla bersagliera,

i giocatori che puntano al rosa sembrano guardarsi intorno:


Che giornata di scommesse sarebbe senza cavalli?

 

Le mani di una partita nella terza settimana del Giro possono essere piene di fiori (di campo),

quadri,

cuori,

e soprattutto picche:

"I giocatori sanno bene che si può resistere addirittura per ventiquattr'ore di seguito con le carte in mano senza neanche gettare un'occhiata a destra o a sinistra", scriveva Dostoevskij.

Allo scadere delle 24 ore dal terzo posto dello Jafferau, però, Thibaut Pinot non ha più spazio nemmeno per il bluff. Inizia a guardarsi attorno e scopre di essere arrivato all'ultimo giro con in mano nient'altro che scartine. Brutte carte, ma buonissimi compagni:

Dal Saint Panteléon, il tavolo verticale su cui cede Pinot, il Cervino non si vede nemmeno. Bisogna arrivare in vetta per intuirne i picchi innevati, uno spettacolo che Mikel Nieve decide essere un buon regalo di compleanno.

Il basco della Mitchelton compie oggi 34 anni, e sono più o meno 34 anche i chilometri che mancano all'arrivo quando decide di lasciare la compagnia dei colleghi fuggitivi e andarsene tutto solo:

Perché il gioco dovrebbe essere peggiore di qualsiasi altro mezzo per far quattrini come, per esempio, del commercio? Vero è che, su cento, uno solo vince, ma a me che importa?

Certo non importa a Nieve, che, dopo aver finanziato per tre settimane i rischiosi azzardi dei suoi capitani, decide di investire come meglio non potrebbe tutto ciò che gli rimane. Un attacco da lontano, per gente come lui, può anche essere un investimento sicuro.

Difatti, non gli resiste nessuno. Felix Grossschartner può mettere sul piatto al massimo qualche consonante di troppo,

mentre la roulette di Gesink gira ancora una volta male:

Allora la palla di Cervinia si ferma con gran merito sul nero:

Il rosso invece è altrove,

è là dove si attende di capire chi tra i grandi si prenderà tutta la posta.

Perché le carte possono restare nascoste a lungo,

ma non in eterno. Ecco che allora Tom Dumoulin prende le poche fiches che gli sono avanzate

e li getta sulla strada sotto forma di cinque scatti disperati:

Vorrebbe vincere, Dumoulin, ma ha esaurito tutti i carichi.

Il suo avversario, invece, ha in mano solo briscole. A ogni uscita del primo, il secondo si prende qualche secondo per scorrere il mazzetto, poi risponde puntualmente con una carta vincente:

È due giorni che Froome pesca solo assi. Dumoulin lo riconosce e ripensa sotto i suoi occhiali alle mani precedenti, quando il mazziere del Giro pareva aver indirizzato la sorte in direzione opposta:

L'ultima battaglia del Giro 2018 si conclude in mezzo ad estesi prati verdi. Verrebbe quasi voglia di farci un picnic, lì sopra: sandwich, birre fresche e un'altra partita a carte.

La rivincita ci sarà, fuor di dubbio. Tra poco più di un mese: Chris ha già invitato Tom. C'è giusto il tempo di congedarsi,

rallegrarsi insieme a Mike di quel che è stato

e infine recarsi presso l'unico luogo che ogni giocatore sogna dopo tre settimane così:

Domani, domani tutto finirà! 

 

A cura di Francesco Bozzi, Filippo Cauz e Leonardo Piccione.

 

 

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