#SdG (e03) - Bollicine

Sulle origini dello champagne sono state raccontate innumerevoli leggende, tanto che ancora oggi non è chiaro come si sia arrivati a dar vita ad uno tra i più pregiati vini al mondo. L'unico punto in comune tra le varie versioni riguarda il protagonista: l'abate benedettino Dom Pierre Pérignon, l'inventore dello champagne, colui che ebbe il colpo di genio di fare delle bollicine l'aspetto caratterizzante di questo vino.  

L'abate selezionò i vitigni migliori e il più adatto metodo di rifermentazione per esaltare la spuma, e cominciò a rendere il vino sempre più frizzante, sino al giorno in cui, fulminato dall'assaggio di una nuova annata, chiamò gli altri monaci gridando "Venite presto, fratelli, sto bevendo le stelle!".

Lo champagne non è un prodotto naturale, ma il frutto di ricerca, sperimentazione e lavoro. E' un mix perfetto tra le qualità dell'uva e la genialità dell'uomo. Un po' come una corsa o una tappa ben riuscita.

Il Tour de France arriva in Francia sulle vie dello champagne, e prova a scrollarsi di dosso destini scontati puntando sulla fuga. Si parte, e già in scia all'auto di Proudhomme sono pronti a scattare. Il départ non sarà più grand, ma l'occasione è comunque frizzante.

Vanno in fuga in cinque (Delaplace, Offredo, Ourselin, Rossetto e Wellens) mentre il gruppo si fa portare a spasso tutto il giorno da Tony Martin:

La prima metà di tappa è solo un lungo antipasto per il banchetto che attende il Tour tra le vigne:

Si assaggiano i primi appetizer in fuga

e pure in gruppo, dove Wout van Aert pedala a bocca piena:

(La fame non è l'unico dei bisogni primari che Wout intende soddisfare in corsa)

C'è aria di scampagnata anche tra il pubblico. Qualcuno ha sistemato un accogliente gazebo in campagna per sorseggiare all'ombra.

Questi signori sono fortunati perchè possono godere contemporaneamente di due grandi classici della tappe di pianura del Tour: i corridori che pisciano e Landa che rimane attardato.

L'atmosfera cambia quando si comincia ad intravvedere l'obiettivo. Le vigne sono finalmente vicine. A dare l'accueil ci pensano i coltivatori di Écueil:

Entrando nella zona dei vini, c'è subito del protagonismo per Pinot:

Per par condicio nazionale, fora anche Bardet:

In fuga si svuotano i calici

e ci si libera delle vettovaglie usate.

Qualcuno comincia a brindare,

mentre qualcun'altro è già ubriaco e deve sdraiarsi

per non continuare a vedere i fantasmi:

All'arrivo le botti sono pronte

e Julian Alaphilippe ha molta sete.

Il francese guizza come un tappo proiettato al cielo dalla spinta delle bollicine. Supera facilmente Tim Wellens, le cui gambe sono ormai sgasate:

Poi irrompe in un tripudio di commensali

e li invita ad aggiungersi al suo banchetto

Che non sarà a base di acqua...

Perché lo champagne è soprattutto il vino delle celebrazioni. In Francia è vietato stappare sul podio, ma lo si farà in abbondanza stasera in casa Deceuninck. Offre lui:

Con lo champagne si sono firmati trattati, varati transatlantici, celebrate imprese e conquiste. E con lo champagne oggi si brinda ad un nuovo eroe,

che sul traguardo si trasforma in supereroe, svelando un costume nuovo.

Stasera a Épernay si bevono le stelle:

Salute! E saluti.

 

 

A cura di Filippo Cauz.

 

PS - Della tappa odierna senza immagini ne parleremo tra poco nella nuova puntata del nostro podcast "Bonsoir Bidon". Non sappiamo esattamente quando, ma se seguite i nostri social, questo sito o il gruppo Telegram lo scoprirete non appena sarà online.

 

 

 

 

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