1112 Giri

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    Scalatore da bancone, pistard da divano. Ama il rumore, i bratwurst, dormire e leggere seduto sul water. Ha visto il volto di Dio in tre occasioni: una volta era Joey Baron, le altre due Laurent Jalabert.

Molly Weaver ieri avrebbe dovuto partecipare al Dirty Reiver, una corsa gravel che si svolge nelle campagne del Northumberland, ma come per tanti appuntamenti presi dagli abitanti di questo pianeta, anche il suo è finito nel cestino. Per Molly, però, questo 2020 sarebbe stato un anno speciale: quello delle nuove sfide in sella, dopo aver abbandonato la carriera professionistica due stagioni fa e aver vinto la sua lotta contro la depressione. Così ha deciso di gareggiare ugualmente, non più la Dirty Rivier, ma la Dirty Weaver: 130 chilometri di corsa tra asfalto, erba e ghiaia... nel giardino di casa. Era convinta di ricavare un circuito di un chilometro o poco più, invece si è presto accorta che sarebbero stati più di mille giri da un 117 metri, ma ormai aveva deciso. A spingerla infatti non era soltanto la voglia di pedalare, ma l'idea di contribuire con il suo sforzo a una buona causa. La Dirty Weaver è diventata l'occasione per raccogliere fondi da destinare a Women's Aid, l'associazione che difende le donne vittime di violenza domestica nel Regno Unito, un fenomeno tragico fattosi ancora più grave in epoca di permanenza casalinga forzata.

Alle otto del mattino Molly si è schierata al via di un circuito perfettamente segnalato da cartelli per le direzioni, bandiere sul traguardo e gazebo per l'assistenza tecnica. Già, perché oltre ad aver calcolato male l'estensione del giardino di casa, Molly si è resa conto di aver sottovalutato anche la primavera delle Midlands, con piogge che hanno trasformato la sua pedalata in una maratona di ciclocross. Assoldati per i rifornimenti di cibo e le fotografie, i genitori si sono trasformati in una vera e propria pit crew che per 12 ore si è occupata di cambi volanti di indumenti e periodici lavaggi di una bici sempre più incrostata. A metà pomeriggio la madre di Molly è dovuta intervenire persino sull'erba del giardino per renderla un po' meno scivolosa, dopo centinaia di passaggi. Un lavoro di squadra raccontato costantemente sui social, coinvolgendo un tifo sempre più caloroso.

Un po' ridendo, un po' sbuffando per la fatica, Molly ha messo in fila 1112 giri fino quasi alle nove di sera. All'arrivo ha raccontato di sentirsi esausta non solo per lo sforzo ma anche per il nervosismo che ha provato ad ogni giro completato, quando vedeva la distanza segnata dal contachilometri cambiare in maniera impercettibile. Tra il primo e il millecentododicesimo giro però è schizzato il contatore delle donazioni, che ieri sera ha superato quota diecimila sterline. Il team Weaver ha festeggiato con un pizza-party rigorosamente d'asporto; svoltosi tra le mura di casa, proprio come la gara più pazza di questa assurda primavera.

 

 

 

 

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