Un giro in bici

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    Seduto su un ramo a riflettere sull'esistenza. Cofondatore di Bidon, durante una pausa si è laureato in statistica. Fonti di ispirazione: le biciclette, l’Islanda, i pub di Oxford e Cristobal Jorquera.

Lawrence Warbasse, detto Larry, 28 anni, americano di Dearborn, Michigan, già studente di economia, diventato ciclista con l’appoggio morale dei suoi – quello finanziario gliel’avrebbero dato solo se si fosse laureato. E Conor Dunne, 26 anni, nato in Inghilterra ma campione d’Irlanda, autodefinitosi corridore più alto del mondo, e con non poche chance di esserlo per davvero: 2 metri e 4 di altezza, oppure “82 smarties messe una sull’altra”, come preferisce specificare lui. Compagni di squadra, o forse ex-compagni di squadra: la loro Aqua Blue Sport ha annunciato che non esisterà più, sono venute meno alcune condizioni, e non a partire dalla stagione prossima. A partire da subito.

Warbasse e Dunne domenica prossima avrebbero dovuto essere al via del Tour of Britain, l’ultima occasione per mettersi in mostra quest’anno, trovarsi un nuovo ingaggio magari, invece sono stati informati che l’Aqua Blue si è disiscritta da tutte le gare in calendario da qui alla fine della stagione, indistintamente. Warbasse e Dunne si sono ritrovati all’improvviso senza un lavoro, non certo senza idee. Perché non ci facciamo lo stesso un giro in bici?, ha proposto l’irlandese all’americano, temendone un poco la reazione stizzita. Un giro in bici e basta. Non per dovere ma per passione, questa la ragione di tutto d’altra parte, il pungolo originario che li ha condotti nel pantano in cui si trovano adesso e insieme l’unico che sono convinti da esso possa tirarli fuori, il motivo che ha convinto Warbasse e che ha innescato la bizzarra idea del "NoGo Tour".

A partire dal 2 settembre, e in contemporanea col Tour of Britain, Warbasse e Dunne pedaleranno insieme sulle Alpi. Senza destinazione, con i cellulari staccati e nessuna email da attendere. Obiettivi: “esplorare, godersi il giro, liberare la mente e tornare alle origini”. Warbasse, che non è mai stato così leggero in carriera, staccherà Dunne in salita; Dunne, che deve prepararsi per i mondiali di Innsbruck, farà soffrire Warbasse in pianura.

Il diario della loro avventura sarà pubblicato tutti i giorni sulle pagine di Rouleur, dentro le quali i due promettono di mettere i loro cuori e le loro anime, i pensieri sulla destinazione incerta di questo loro viaggio. “Siamo solo due amici che vogliono condividere un momento particolare della loro vita”, hanno scritto annunciando le loro intenzioni. “Non potrete seguirci in tv, ma speriamo che ci seguiate lo stesso. In ogni caso, anche se non doveste farlo, noi continueremo”.

 

 

 

 

 

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