Dicevano che si sarebbe alzato il vento... intanto abbiamo scritto un altro libro

Per il terzo anno consecutivo (dopo Quel leggero vagabondare e Se qualcuno viene mi fa piacere), la redazione di Bidon ha raccontato il Tour de France tappa dopo tappa, poi ha raccolto i diversi contributi in un piccolo volume, aggiungendoci quattro articoli di approfondimento nuovi.

Questo è un estratto dall'introduzione del libro, scritta da Leonardo Piccione:

Il ciclismo nasce per essere letto prima ancora che guardato, per questo i primi inviati al seguito delle corse erano molto più scrittori che giornalisti. Le gesta dei campioni necessitavano della penna del cantore affinché un pubblico più vasto dei soli testimoni oculari potesse godere delle imprese. Oggi non è più così; l’ultimo Tour de France ha proposto la trasmissione in diretta integrale di tutte le 21 tappe della corsa, per esempio. Pochi angoletti del grande romanzo del Tour sono rimasti privilegio del solo linguaggio scritto, ed è esattamente in quegli angoletti che ci hanno spinti Chris Froome e il Team Sky. 

Una corsa piena zeppa di colpi di scena forse si racconterebbe da sola, gli schermi in HD prosciugherebbero fino all’ultima goccia la tridimensionalità dei protagonisti, le parole scritte arriverebbero tardi e suonerebbero ridondanti. Possibile, non sicuro, la controprova non esiste perché un ciclismo di questo tipo noi non l’abbiamo mai raccontato. Quello che sappiamo con certezza, invece, è che raccontare una corsa fatta di tempi morti, poche imprese e grandi equilibri, come sono stati per larghi tratti gli ultimi tre Tour de France, è un esercizio che spinge all’astrazione e alla ricerca, allo studio dei luoghi e delle biografie, soprattutto a una maggiore cura dello stile narrativo. È quello che abbiamo provato a fare.

Il libro che state per leggere, con i suoi pregi e i suoi difetti, è nato proprio grazie alle ore di attesa proposte dal Tour, nei lunghi pomeriggi in cui tutti dicevano che si sarebbe alzato il vento, e poi il vento non si è alzato quasi mai. Quei pomeriggi che da un lato frustrano chi ha voglia di raccontare, ma dall’altro lo stimolano, lo inducono a guardare di lato, e per questo se noi potessimo tornare indietro impiegheremmo i pomeriggi del nostro luglio 2017 esattamente allo stesso modo.

 

Dopo la copertina vi diamo tutte le info sul libro.

 



 

Dove si trova

"Dicevano che si sarebbe alzato il vento" è disponibile in formato digitale su Payhip (in offerta), su Amazon, su Google Play, su Kobo Store e su numerosi altri store digitali. Prestissimo anche su Apple iBooks.

NOVITÀ: a breve sarà disponibile anche la versione cartacea del libro. Tenete d'occhio la pagina di Bidon!

 

Cosa contiene

- la prefazione di Alessandra Giardini, giornalista del Corriere dello Sport - Stadio. Ha scritto Vedrai che uno arriverà, un libro sui luoghi più significativi del ciclismo, ed è convinta che siano le persone a redere interessante lo sport;

- una introduzione-dichiarazione d'intenti su Bidon, il ciclismo ai tempi del Team Sky e il tentativo di raccontarlo;

Le journal du Tour: la raccolta riveduta e corretta dei 22 mini-racconti giornalieri apparsi giorno per giorno sulla pagina Facebook di Bidon. Ogni episodio è accompagnato da un'immagine della corsa, rielaborata;

- Tour des chiffres: tutte le classifiche del Tour (anche la lanterne rouge!);

Hors délai: quattro articoli lunghi di approfondimento, ciascuno su un tema di rilievo della corsa. Leonardo Piccione descrive le origini e le prospettive di Romain Bardet; Francesco Bozzi cerca di studiare la psicologia di Mikel Landa; Pietro Pisaneschi tesse le lodi di Warren Barguil; Filippo Cauz racconta il lungo addio alle corse di Thomas Voeckler.

 

Quanto costa

L'ebook costa più o meno quanto un cafè au lait. Una somma che nemmeno quest'anno ci consentirà di andare in vacanza ai Caraibi con Peter Sagan, ma che potrebbe contribuire a far crescere il progetto editoriale di Bidon. Grazie per il vostro sostegno.

 

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