Giallo di Buja – Gli occhi di traverso

Abbiamo chiesto ad Alessandro De Marchi di guidarci nella "bolla" del Tour de France 2020, facendoci sapere di tanto tanto quel che accade intorno a lui. Avremo due occhi, due orecchie e una penna all'interno della Grande Boucle: sono quelle del Rosso - pardon - Giallo di Buja.

 

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Bene, tappa numero... sedici o diciassette, non me lo ricordo.

Oggi sono arrivate le salitone, quindi giornata super impegnativa: partenza a razzo, prima ora ai 48-49 di media. Ci siamo calmati solo poco prima di arrivare ai piedi della prima salita, la Madeleine. 

È stato chiaro fin da subito che i grandi volevano giocarsi la tappa. Poche chance per la fuga e giornata blindata. 

Ho realizzato solo stamattina che il versante della Madeleine che avremmo affrontato non era il classico. Non era quello del Tour de France del '98, quando Pantani, il giorno dopo aver fatto i numeri sul Galibier sotto la pioggia, venne attaccato da Ullrich. 

Incredibile come quelle due giornate mi si siano stampate nella mente.

All'inizio della salita non ho avuto buone sensazioni, ho fatto fatica a trovare il mio ritmo. Poi ho trovato per strada il buon Tony Martin che faceva un buon passo, mi sono aggrappato alla sua ruota e siamo andati su tranquilli.

La seconda salita come avrete visto aveva una parte finale impossibile. Ultimi sei chilometri con la sorpresina.

Anche al Tour sembra sia arrivata questa moda un po' spagnola di trovare le strade più ripide possibili e cercare di farci passare le corse. Questa era un'arrampicata su per una pista da sci, e non nascondo che l'avrei lasciata volentieri agli sciatori. 

A me fa un po' sorridere la cosa... Ci sono tante salite storiche, e belle, e invece si cercano queste rampe impossibili. Così ripide, così diverse da quello che è il ciclismo su strada. Rapporti quasi da mountain-bike e porti il culo in cima a 5 all'ora. Contenti loro.

Molta gente, oggi. Distanze minime, poche mascherine, quello che vuole venirti dietro e toccarti. La settimana scorsa sul Grand Colombier non c'era anima viva e invece qui navigavamo nella folla.

Ormai ci siamo abituati a questa contraddizione di un Tour che ogni giorno passa in mezzo a una Francia in cui i contagi crescono sempre più. Speriamo continui tutto bene fino alla fine. Noi abbiamo bisogno di correre e va bene, però è tutto un po' strano.

Mentre sali in posti così, comunque, raramente ti godi i panorami, al massimo pensi "Qui sarebbe bello tornarci con calma, senza fatica". Solo in cima riprendi a osservare un po'. 

Oggi la cosa simpatica è stata notare, nonostante gli occhi di traverso, la gran quantità di persone in abito blu, che di solito non si vedono su un arrivo in salita. Ho capito che c'era il presidente francese Macron, che elogiava le Tour davanti alle telecamere. 

Anche questo mi ha fatto un po' sorridere: questo enorme dispiegamento di forze in cima a una montagna.

Stasera dormiamo a Courchevel, in un hotel che non è un hotel. Ci hanno messo in questo bed and breakfast da trenta posti totali con una sala colazione da quindici. Potete immaginare come sia impazzito Mirko, il nostro cuoco. Per fortuna che almeno c'è lui. 

Domani si riparte, siamo alla vigilia del "tappone dei tapponi". I metri di dislivello saranno di più e messi in un modo più complicato di oggi. È un susseguirsi di salite: domani c'è da tener duro, non si può mollare presto in tappe così.

Adesso io però corro a sentire mia moglie Anna. Per lei è stato un gran giorno, visto che è maestra elementare e oggi è ricominciata la scuola. Sono curioso di sentire cosa ha da raccontarmi, visto che sarà stato un bel tappone anche per lei.

 

ADM

 

Foto in copertina: Chris Auld.

Puntate precedenti:

15.09 - I conti con la strada
14.09 - Un paio di belle notizie
12.09 - Menare menare menare
11.09 - Una gamba su e una gamba giù
10.09 - Il campanile
08.09 - Service!
07.09 - Giornate da Snickers
06.09 - Un principio elementare
04.09 - L'appuntamento
03.09 - Chissà che la ruota non giri
02.09 - Il pelo sullo stomaco
01.09 - Sempre più tardi
30.08 - Troppi VIP
29.08 - Come birilli
28.08 - La (ri)partenza

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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