Giallo di Buja – Il pelo sullo stomaco

Abbiamo chiesto ad Alessandro De Marchi di guidarci nella "bolla" del Tour de France 2020, facendoci sapere di tanto tanto quel che accade intorno a lui. Avremo due occhi, due orecchie e una penna all'interno della Grande Boucle: sono quelle del Rosso - pardon - Giallo di Buja.

 

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Giornata lunga che si conclude anche oggi tardi.

Lunga e strana, per essere una giornata del Tour de France. E noiosa. Anzi, noiossima. Per lunghi tratti siamo andati a spasso. Molto piano. Molto a spasso. La partenza credo sia stata da record... al contrario.

Nessuno ha voluto tentare la fortuna andando in fuga. Le possibilità secondo me sono due: o molti sono già a corto di energie, oppure tutti stanno aspettando occasioni migliori. La seconda ipotesi significa che nelle prossime tappe si potrebbe scatenare tutto... Chissà.

Mi attirerò le antipatie dei miei colleghi, ma devo dire che questo nostro atteggiamento non mi è piaciuto molto. Preferisco le partenze un po' più allegre, dove si fa subito fatica.

Oggi invece soprattutto chiacchiere. Con Viviani, con Caruso, con Sagan, con Luis Leon Sánchez. Si parla di tutto, in situazioni così. Si parla male di qualche collega, bene di altri, di chi va forte e chi va piano, di cosa faremo quando il Tour sarà finito, senza biciclette da portare in giro.

La conseguenza della calma iniziale è che nel finale erano tutti freschi e, complice il vento laterale, tutto è diventato improvvisamente stressante e pericoloso.

Anche perché siamo tutti super preparati sul vento, ormai. Al mattino usiamo diverse applicazioni per capire la direzione delle raffiche in ogni punto del percorso, e immaginare le possibili situazioni difficili.

Oggi di queste situazioni ce n'erano un bel po' e, come previsto, il finale è stato caotico. Mi sono anche un po' sorpreso del fatto che non ci siano stati guai...

Per quanto mi riguarda avrei voluto essere molto più di aiuto ai miei compagni, ma purtroppo devo confidarvi che ho ancora un po' di cose da risolvere. Cose che mi porto dietro dallo scorso Tour de France. Da quella caduta.

In certe situazioni ho paura, questa è la cruda verità. Quando c'è da sgomitare, e si è in molti davanti a farlo, centosettanta scalmanati a tutta, beh, a me tornano un po' di fantasmi. Il risultato è che in giornate come oggi sono poco utile ai miei compagni.

C'è poco da fare. Ci vuole calma, bisogna ritornare ad avere il pelo sullo stomaco. E questo può succedere solo insistendo, ritrovando pian piano la fiducia che serve. More confidence, come si dice in inglese.

Quindi oggi un mix di noia e caos. Adesso abbiamo davanti giorni parecchio impegnativi. Già domani qualcosa potrebbe iniziare a muoversi, dovremmo tornare alla battaglia classica del Tour. Poi ci saranno altre tre tappe belle mosse.

Comincia la cosiddetta rumba, e forse è un segnale che oggi, tornando in hotel, davanti al nostro bus si sia materializzato quello della Lotto, col faccione di De Gendt stampato sopra.

Era come se mi dicesse "Questo è colui che devi seguire"...

ADM

 

Puntate precedenti:

01.09 - Sempre più tardi
30.08 - Troppi VIP
29.08 - Come birilli
28.08 - La (ri)partenza

 

 

 

 

 

 

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