Giro di amari – Dodici salite che sono anche ammazzacaffè

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    Seduto su un ramo a riflettere sull'esistenza. Cofondatore di Bidon, durante una pausa si è laureato in statistica. Fonti di ispirazione: le biciclette, l’Islanda, i pub di Oxford e Cristobal Jorquera.

Poche cose sono più intimamente italiane del Giro d’Italia. Tranne una, forse. No, non è la pizza. Nemmeno i parenti di sesto grado.

Sono, che ci crediate o meno, gli amari.

Prìncipi dei digestivi, gli ammazzacaffè per eccellenza della penisola facevano bella mostra di sé nelle vetrinette dei salotti d’Italia ancor prima che ci fossero i salotti, e tantomeno caffè da ammazzare. 

Le prime varianti di liquori alle erbe italiani vengono fatte risalire addirittura al Medioevo, quando rientravano nel vasto novero degli elisir. In seguito hanno conosciuto una diffusione e una ramificazione tali da rendere il bicchierino di amaro a fine pasto “il fiore all’occhiello della liquoristica italiana”, un sinonimo di convivialità e natura, cultura e tradizione.

Un po’ come la maglia rosa, se vogliamo. 

D’altra parte, moltissimi amari italiani sono congiunti delle montagne italiane, e montagne italiane e Giro d’Italia, si sa, sono legati da più di un secolo (affetti stabili). Quello che segue è dunque il non più rinviabile tentativo di creare il primo catalogo di amari italiani che sono anche salite del Giro d’Italia, oppure – se preferite – di salite del Giro d’Italia alle quali è possibile brindare con un amaro.

Perché questo maggio lo passeremo senza Giro, è vero, ma le vetrinette in salotto sono al loro posto. Eccoci allora pronti a questo profumatissimo Giro in dodici tappe, dalla Sicilia al Piemonte, con uno sconfinamento oltralpe.

 

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TAPPA 1: Monte Etna (Amaro dell'Etna)

  • Gusto: dolcemente intenso, grazie al suo infuso di erbe e aromi naturali con la semplice aggiunta di zucchero.
  • Etichetta: azzurro-dorata, il vulcano fumante sullo sfondo.
  • Motto: Amaro dell’Etna, il bicchiere mezzo pieno!
  • Pendenza media: 30% 
  • Testimonial: Alberto Contador, Giro d’Italia 2011

TAPPA 2: Montevergine di Mercogliano (Amaro Benedettino)

  • Gusto: pieno e pastoso, ma allo stesso tempo armonico e gradevole.
  • Etichetta: rosso-dorata, font accogliente che esalta la parola "Amaro".
  • Motto: Il Gran Liquore dei Padri Benedettini.
  • Pendenza media: 40% 
  • Testimonial: Danilo Di Luca, Giro d’Italia 2007

     

TAPPA 3: Blockhaus (Amaro Blockhaus)

  • Gusto: erbe, fiori, frutti e radici gli danno un carattere unico e lo rendono un efficace e corroborante digestivo.
  • Etichetta: antichizzata, anno di fondazione in rosso.
  • Motto: Inconfondibile al gusto, gradito al benessere, memorabile nel ricordo.
  • Pendenza media: 24% 
  • Testimonial: Eddy Merckx, Giro d’Italia 1967

TAPPA 4: Gran Sasso (Amaro Gran Sasso)

  • Gusto: classico. Ottimo digestivo, si prende sia puro che diluito nel selz, o mescolato al caffè.
  • Etichetta: chiaramente ispirata al mondo automotive, fa riferimento a generiche "sostanze vegetali".
  • Motto: Bivene ‘na mijeche e me si ‘ddice quant’è sapurite. (Bevine un pochino e mi sai dire quanto è saporito).
  • Pendenza media: 30% 
  • Testimonial: Marco Pantani, Giro d’Italia 1999

TAPPA 5: Monte Grappa (Amaro Montegrappa)

  • Gusto: deciso e dalle spiccate proprietà digestive ed eupeptiche, ottimo anche come aperitivo da gustare in compagnia. 
  • Etichetta: minimalista. Nell'edizione centenario, con numerazione.
  • Motto: /
  • Pendenza media: 25% 
  • Testimonial: Nairo Quintana, Giro d’Italia 2014

TAPPA 6: Asiago (Amaro Asiago)

  • Gusto: Dolce e amaro, con una nota predominante di genziana.
  • Etichetta: notevoli le mini-illustrazioni delle principali erbe utilizzate.
  • Motto: /
  • Pendenza media: 30% 
  • Testimonial: Thibaut Pinot, Giro d’Italia 2017

     

TAPPA 7: Passo dello Stelvio (Braulio)

  • Gusto: forte e complesso, ha un gusto amaro che trova la sua armonia bilanciandosi con freschi sentori balsamici, creando così un sapore amabile e morbido che accarezza il palato.
  • Etichetta: iconica, con lo Stelvio sullo sfondo e l'accento sulla a nel nome.
  • Motto: Un sorso di montagna ovunque tu sia.
  • Pendenza media: 21%
  • Testimonial: Fausto Coppi, Giro d’Italia 1953

TAPPA 8: Santuario Madonna del Ghisallo (Amaro del Ghisallo)

  • Gusto: delicato, morbido, con finale aromatico e persistente.
  • Etichetta: l'iconcina di Coppi incastonata nell'icona del Santuario è cult.
  • Motto: il Campionissimo degli amari.
  • Pendenza media: 25% 
  • Testimonial: Dario Cataldo, Giro d’Italia 2019

TAPPA 9: Mottarone (Amaro Mottarone)

  • Gusto: sentori di oltre trenta qualità di erbe, radici, agrumi e fiori compreso il fior d’arancio e la genziana. Il miglior modo di berlo è riscaldato.
  • Etichetta: luccicante, due cornucopie di fiori ed erbe a cingere il nome.
  • Motto: /
  • Pendenza media: 28%
  • Testimonial: Gilberto Simoni, Giro d’Italia 2001

TAPPA 10: Santuario di Oropa (Amaro Oropa)

  • Gusto: profumatissimo. Erbe alpine tra loro armoniosamente combinate.
  • Etichetta: disegno dorato del santuario. Nella O di Oropa cresce una pianta.
  • Motto: /
  • Pendenza media: 30%
  • Testimonial: Piotr Ugrumov, Giro d’Italia 1993

     

TAPPA 11: Monginevro (Amaro S.S. 24)

  • Gusto: corposo. Tra le erbe utilizzate ci sono la genziana, il timo, serpillo, achillea, china, chiretta salvia, barbaro, vaniglia, genzianella, melissa e artemisia.
  • Etichetta: elegantemente vintage.
  • Motto: /
  • Pendenza media: 25%
  • Testimonial: Giuseppe Saronni, Giro d’Italia 1982

TAPPA 12: Sestriere (Amaro Albergian di Pragelato)

  • Gusto: morbido, erbaceo e con un leggero retrogusto alla mandorla che viene esaltato servito con ghiaccio.
  • Etichetta: un'esplosione di fiori, fa pensare subito alla primavera (ma anche un po' a certi mausolei).
  • Motto: Da sempre, se dici Albergian, pensi all’Amaro.
  • Pendenza media: 25%
  • Testimonial: José Rujano, Giro d’Italia 2005

     

CRITERIUM POST-CORSA: Finale Emilia (Amaro del Ciclista)

  • Gusto: pieno e rotondo, grazie alla sapiente miscela di 15 erbe e ad un complesso procedimento distillatorio.
  • Etichetta: argentata, bicicletta protagonista al centro.
  • Motto: L'unico liquore dedicato a chi ama la bicicletta e le passioni forti.
  • Pendenza media: 26%
  • Testimonial: Enea Casoni, bisnonno del fondatore della distilleria, «che faceva 120 km in bicicletta ogni fine settimana per andare a trovare la sua bella. Quando arrivava gli veniva offerto un uovo sbattuto con lo zucchero e un goccetto d'amaro.»

 

Le dodici associazioni riportate sono frutto di ricerche e soprattutto di anni di studio sul campo, tuttavia l'elenco non vuol essere in nessun modo esaustivo. Sentitevi liberi di contribuire all’espansione del database, segnalandoci nuovi possibili accoppiamenti nei messaggi Facebook o via email (ciclismoliquido@gmail.com).

Siccome, giacché stanno conoscendo una fase di meritato revival, di amari ne esistono a bizzeffe, è necessario stabilire alcuni criteri per ammetterne uno nuovo in questo database. Innanzitutto, deve essere collegato a una salita storica del Giro, sede di arrivo di tappa (sempre in salita) o per lo meno di g.p.m. di rilievo. È poi fondamentale che il nome dell’amaro richiami la salita in questione: questo può accadere sia in modo diretto (per esempio “Amaro Blockhaus”) che in modo indiretto (per esempio “Amaro S.S. 24”, la Statale 24 essendo la strada che collega al Monginevro). 

In assenza di riferimenti nel nome, l’etichetta deve contenere un elemento che rimandi inequivocabilmente alla salita. Può trattarsi della raffigurazione della montagna in questione, oppure della sede dello stabilimento di produzione, oppure dell’indicazione del luogo di provenienza delle erbe utilizzate (come per esempio nel caso del Braulio, in cui si menziona esplicitamente lo Stelvio).

Ad esempio, il lettore Nicola Barbieri ci ha correttamente suggerito l'Amaro Monte Penice

Gusto: delicato con erbe appenniniche e piccole punte fresche delle quote più alte 
Etichetta: azzurro verde con il Monte Penice innevato sullo sfondo
Motto: monte Penice, il guardiano della valle più bella del mondo (H. Hemingway)
Pendenza media: 33%
Testimonial: Franco Balmamion, giro 1964, primo al passaggio su passo Penice nella s. Margherita Ligure- Alessandria, 19esima tappa.

Cin, dunque. E come si dice in questi casi, bevete responsabilmente.

 

p.s. Se il legame tra ciclismo e alcol vi intriga, sappiate che in "Acqua passata" c'è un capitolo intero dedicato ai bizzarri contenuti delle borracce nel corso dei decenni e, insomma, non sempre c'è stata acqua lì dentro. L'ha scritto Michele Polletta, non dite che non ve l'avevamo detto.

 

 

 

 

 

 

 

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