Medaglia via mail

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    Scalatore da bancone, pistard da divano. Ama il rumore, i bratwurst, dormire e leggere seduto sul water. Ha visto il volto di Dio in tre occasioni: una volta era Joey Baron, le altre due Laurent Jalabert.

Qualche settimana fa, con l'estate ancora alle porte, Jaakko Hänninen ha ricevuto una mail inattesa dalla Suomen Pyöräilyunioni, la federazione ciclistica finlandese. Era uno scarno invito al mondiale under23 di Innsbruck: il forfeit di numerose nazionali aveva aperto le porte al ripescaggio della Finlandia. L'unico posto in gara ritrovato era destinato a lui, Jaakko, giovane di talento, emigrato da un paio d'anni in Francia con tre obiettivi precisi: migliorare il proprio sprint, parlare perfettamente francese e diventare professionista.

Sul francese non aveva grossi dubbi: Jaakko è portato naturalmente per le lingue, e alle quattro che già conosceva ha aggiunto velocemente quella d'oltralpe. Per gli obiettivi più ciclistici aveva chiesto invece consiglio all'unico finlandese capace di militare regolarmente nel ciclismo che conta negli ultimi tempi. Così Jussi Veikkanen l'ha indirizzato prima alla Bisontine (squadra junior che ha cresciuto Thibaut Pinot), quindi quest'anno all'EC Saint-Etienne, una formazione dilettantistica pura.

Nel calendario francese Jaakko Hänninen, seppur con i suoi limiti nello sprint, ha cominciato farsi notare. Una crescita costante che l'ha portato a staccare in salita anche titolati professionisti, una settimana fa, al Tour du Gévaudan Occitanie. La volata finale a due è stata con Rein Taaramäe, dieci anni da professionismo alle spalle. "Tira forte, altrimenti ci prendono", diceva l'estone. "Tira tu, io sono solo un dilettante", aveva risposto Jaakko, prima di anticiparlo proprio allo sprint.

Avrebbe voluto fare lo stesso anche ad Innsbruck, ma ieri lo sprint era solo per la medaglia d'argento; davanti a tutti si era involato ormai Marc Hischi, spericolato discesista concittadino di Fabian Cancellara. Dopo aver pedalato tutto il giorno senza squadra, salvando energie prima di sfogarsi in salita, Hänninen ha finito per cedere in volata anche al neo-professionista della Lotto Bjorg Lambrecht (che i suoi concittadini hanno ribattezzato "matchbox", scatola di fiammiferi, per via del fisico esile).

Una volata persa ma una medaglia guadagnata, inattesa da chiunque tranne che da lui, che sapeva bene di avere gambe solide come betulle, sufficienti per sfidare avversari dalla carriera già lanciata e magari sognare di affiancarli presto, e non in rare occasioni. "È bello che ogni tanto si possa gareggiare tutti insieme, professionisti e dilettanti, così si capisce chi va più forte", diceva al traguardo, sorridente e medagliato. "È anche un modo per farsi vedere, e magari trovare un nuovo contratto". Un passo avanti verso il terzo obiettivo, insomma. Ora non resta che l'ultimo, o forse il primo, lo sprint. 

 

 

 

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