Un niño regular

  • Di:
      >>  
     

    Scalatore da bancone, pistard da divano. Ama il rumore, i bratwurst, dormire e leggere seduto sul water. Ha visto il volto di Dio in tre occasioni: una volta era Joey Baron, le altre due Laurent Jalabert.

Fino a qualche anno fa, la Vuelta a España assegnava una maglia al vincitore della classifica della regolarità. Oggi la graduatoria è stata convertita in 'combinata', ma il seme gettato continua a germogliare, facendo della penisola iberica la patria dei corridori più invisibili di tutti: i regolaristi. Dagli exploit di Francisco Mancebo (5 top ten al Tour e 3 alla Vuelta) alla leggendaria traiettoria di Haimar Zubeldia (capace di 5 top ten al Tour senza che nessuno lo abbia mai visto in faccia), il ciclismo spagnolo recente ha cresciuto una schiera di piazzati eccellenti, la cui presenza in gara è ai limiti del percettibile. L'ultimo della stirpe si chiama Pello Bilbao López de Armentia, 6° al Giro 2018.

Nato a Guernica, dove da sempre i rappresentanti delle province basche si giurano fedeltà davanti a una quercia secolare, Bilbao non poteva che esordire nell'Euskaltel. Quando alla chiusura della squadra fu ingaggiato dalla Caja Rural si presentò come un corridore «combattivo, che ama attaccare, senza paura di nulla». Quattro anni più tardi, del primo e aitante Pello sono rimasti solo i lineamenti giovanili - per chi riesce a vederli. La sua prima top ten è arrivata a 28 anni, ovviamente in silenzio.

Era venuto in Italia senza badare al recente successo di tappa al Tour of the Alps, ma solo per lavorare per Miguel Ángel López. Anzi, ci aveva tenuto a specificare che «la vittoria non è una ossessione né una priorità per me, prima viene il mio lavoro». Se non fosse che López ha preferito lavorarsi a vicenda con Carapaz, lasciando presto libertà ai suoi compagni. Libertà di fuggire, come nel caso di Luis León Sánchez, o libertà di svanire e ricomparire (in classifica), come per Bilbao, che dopo la buona crono inaugurale si è trovato subito tra i primi dieci. «Non me lo aspettavo», confessava a metà Giro. Ma già che c'era ci è rimasto. A farlo risalire ci hanno pensato poi i crolli dei rivali, la vera essenza del regolarista.

Un posto nei quartieri nobili che ha finito per attirare simpatie e qualche attenzione nei confronti del buon Bilbao, nonostante ancora oggi la sua biografia su Wikipedia spagnolo si esaurisca con il passaggio tra i professionisti. Da Guernica sono arrivati a Susa anche i suoi tifosi, che più che sostenitori sono amici. Compagni di chiacchiere ma non di pedalate («sono pochi tra noi che corrono e riescono a tenere il suo passo»); di vacanze ma non di feste («è un tipo schivo, esce raramente a bere una birra e solo fuori stagione, ma ci pensiamo noi a bere per lui»).

Tra cori ("Pello! Pello!") e auspici sulla carriera che seguirà ("ha un buono sprint e va forte in salita… tiene mucho futuro!"), i tifosi di Bilbao lo hanno accompagnato fino alla fine della Corsa Rosa. In realtà ci sarebbero venuti comunque, era un viaggio già programmato a prescindere dalla presenza dell’amico. Evidentemente anche i tifosi di Pello Bilbao sono dei regolaristi.

 

 

 

Categoria: