[Lombardia 2016] Cinque minuti e arrivo

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    Scalatore da bancone, pistard da divano. Ama il rumore, i bratwurst, dormire e leggere seduto sul water. Ha visto il volto di Dio in tre occasioni: una volta era Joey Baron, le altre due Laurent Jalabert.

A tutti è capitato di perdere un treno qualche volta nella vita. Treni di tutti i giorni, verso la scuola o il lavoro, treni felici verso le vacanze, treni importanti verso appuntamenti unici. Li vediamo accelerare mentre siamo sopraffatti dal magone, li rincorriamo nella speranza figlia di tanti film di saltarci sopra al volo, aiutati da una mano misteriosa. Poi non li vediamo più.

Robert Power, 21 anni, ieri aveva un posto prenotato su un treno monumentale. Una corsa di 240 chilometri, da Como a Bergamo. Non certo un biglietto di prima classe, visto che il giovane australiano avrebbe dovuto viaggiare con i propri pedali, imprecando nel rincorrere invano colleghi con più fiato e gambe di lui. Perdere i treni, di fatto, è un'attività intrinseca al ciclismo.

Power però è uno che i treni non ci tiene proprio a perderli. Su quello del professionismo era saltato già l'anno scorso, puntualissimo come le tante vittorie nelle categorie giovanili: in Australia, dov’è nato e cresciuto, è considerato un talento entusiasmante. Poi per qualche mese ha accumulato un po’ di ritardo a causa di un raro edema al midollo osseo, ma nella stazione dell’Orica-BikeExchange di eurostar ne passano in continuazione. Due giorni fa, mentre era in Spagna, ha ricevuto una telefonata dal suo direttore sportivo: Simon Yates si era ammalato, il Lombardia l’avrebbe corso lui.

Partenza sabato mattina alle 10.50, un po’ prima per il foglio firme. Power è uscito presto per il riscaldamento, si è registrato ed è tornato nel bus in cerca di relax. Cinque minuti e arrivo. Insomma. Quando si è svegliato non c’era più nessuno nei paraggi. Il gruppo se n’era andato, la corsa-monumento era partita senza aspettarlo. Rob, in preda al panico, ha guardato il serpentone allontanarsi all'orizzonte e ha creduto di poterlo raggiungere. Dieci chilometri di un buffo inseguimento individuale su una strada ormai riaperta al traffico, infine la resa: treno batte uomo. Power ha chiamato l'ammiraglia, il suo primo Lombardia era già finito. Did Not Finish. “Spero di dimenticarmi subito tutto questo e di tornare l’anno prossimo”, ha detto poi. La sua folta chioma tornerà al vento, nell'attesa Robert Power si è consolato con la pizza offerta da Chaves a tutti i compagni. Perché a volte anche un treno perso può portarti a una festa.

 

 

 

 

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