#SdG (e07) - Andiamo insieme

La settima tappa parte con una scena che abbiamo visto spesso in questo Tour, per quanto sia appena cominciato. Yoann Offredo in fuga. Stéphane Rossetto in fuga. Ormai ci stupiamo quando questo non avviene, e un po' si stupiscono pure loro.

Ma al Tour si viene anche per stupirsi, o quantomeno per divertirsi, ognuno a modo suo.

Nonostante fosse già un talento riconosciuto in Francia, Offredo per anni ha evitato il Tour perchè non si sentiva all'altezza. 

Non amava nemmeno andare in fuga, Yoann Offredo, finchè non ci si è ritrovato nei primi giorni del Tour del 2017 e si è accorto dello sguardo dei ragazzini a bordo strada. In quegli occhi ha ritrovato i suoi di quando andava a vedere il Tour da bambino, ha capito il valore della fuga. Da allora non ha più smesso. 

Se si chiede ad Offredo il suo piazzamento in classifica, è probabile che non lo sappia nemmeno. Forse lo sa oggi, è facile: 174°, ovvero ultimo. Una ragione in più per trascorrere la giornata al contrario: primo.

A differenza del compagno di fuga, Stéphane Rossetto si diverte a fare qualsiasi cosa. E' uno che ama scherzare, lo faceva anche quattro mesi fa quando per evitare un gatto in discesa mentre pedalava in allenamento è caduto e si è procurato tre diverse fratture al bacino. Pensava che il suo primo Tour (a 32 anni) fosse compromesso e invece... voilà.

Forse è la gioia di questo riscatto a proiettarlo in fuga tutti i giorni

o forse ha fatto solo un voto a qualche santo o Madonna e deve espiare.

Che sia per divertirsi o per riscattarsi, stare in fuga è il miglior motivo possibile per andare al Tour de France. Ma non è l'unico.

Richie Porte ad esempio per farsi fare nuovi piercing

Mikaël Cherel e Benoît Cosnefroy per discutore di frutta

Giulio Ciccone e Vincenzo Nibali per confrontarsi sulla vestibilità della maglia gialla a contatto con la pelle

Mentre i fotografi vanno per fotografare, ma cercano sempre luoghi originali per i propri scatti

col rischio che non siano originali fino in fondo

Ma al Tour si può andare anche senza pedalare. Quasi senza pedalare

Si può accogliere la Grande Boucle trasformando i propri campi in opere d'arte

improvvisando un rooftop concert 50 anni dopo i Beatles

o rendendo omaggio ai propri affetti

Una cosa che piace molto sulle strade di Francia è parcheggiare in maniera creativa: i trattori

le automobili

persino gli elicotteri

Cosa sarebbe il Tour senza gli elicotteri, d'altronde?

Questo spettatore in maglia gialla li preferisce persino alla corsa. E' partito da casa per vedere il Tour, per vedere i ciclisti da vicino, magari persino aiutarli nei momenti di difficoltà,

ma quando c'è quel romatico rumore di pale rotanti a cullarti è naturale che non capisci più nulla

e la corsa finisce per diventare quasi una distrazione.

Chi è che fa tutto questo casino mentre sto facendo un video dell'ultimo modello di Helicóptero del Tour?

A furia di guardare in cielo, però, si rischia di farsi sorprendere

un po' come si è fatto sorprendere Stéphane Rossetto stamattina. Quando si avvicina Yoann Offredo bisogna sempre aver la risposta pronta per declinare l'invito (e viceversa).

- "Non mi ricordo più, Yoann, avevi detto che saremmo arrivati al traguardo?"
- "Sì, ma non ho mai detto che ci saremmo arrivati prima degli altri"
- "Ma allora perchè siamo andati in fuga, per prendere il numero rosso?"
- "Per divertirci, Stéphane...

- ... E poi perchè ci andiamo anche domani"
- "Sì sì, ciao"

C'è un altro motivo per venire al Tour de France, sono le volate di gruppo, specialità della cucina francese tanto quanto le escargot, la bouillabaisse, il foie gras o la quiche lorraine. Piatti che vengono preparati da lontano

ma di cui si scopre il sapore solo all'ultimo istante.

Oggi le papille gustative in festa sono quelle di Dylan Groenewegen

Che vince la tappa per pochi centimetri, forse millimetri. Una dimensione ridicola: pochi millimetri per la vittoria di Groenewegen; 219 chilometri di fuga per Rossetto (arrivato a 04'13", 168°) e per Offredo (che il traguardo lo ha tagliato 04'25" dopo Groenewegen: 174°, ovvero sempre ultimo).

E' proprio vero che al Tour de France ognuno ha il suo modo per divertirsi...

 

 

 

A cura di Filippo Cauz.

 

PS - Della tappa odierna senza immagini ne parleremo tra poco nella nuova puntata del nostro podcast "Bonsoir Bidon". Non sappiamo esattamente quando, ma se seguite i nostri social, questo sito o il gruppo Telegram lo scoprirete non appena sarà online.

 

 

 

 

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