#SdG (e09) - Giorno di Festa

 

A luglio in Francia ci sono due feste nazionali: una è il 14 luglio, la più celebre. L'altra dura 23 giorni, ed è il Tour de France.

Il fatto che queste due feste in un pomeriggio si intersechino non fa che ingigantire il senso di giubilo che si riversa su ogni strada dell'esagono,

con gli organizzatori che celebrano il loro slancio patriottico promuovendo il campione nazionale Warren Barguil in prima fila alla partenza:

Il Tour de France è un giorno di festa itinerante, porta baldoria in ogni territorio che attraversa, viene accolto festosamente ovunque vada. 

Succedono cose strane nei giorni di festa francesi. Jacques Tati li raccontò con sguardo ironico nel suo primo capolavoro, Jour de Fête, film che proprio quest'anno celebra i 70 anni dalla sua uscita e che vedeva il suo protagonista, il postino François, superare in tromba i protagonisti del Tour:

Con lo stesso cipiglio del postino si lanciano all'attacco molti protagonisti della Grande Boucle, o comunque coloro che hanno deciso oggi di fare la corsa, e non di santificare la festa.

Ci prova prima Nils Politt, in versione nouveau François;

gli risponde un gruppetto al contrattacco

ma, dopo numerose schermaglie,

si forma finalmente la fuga giusta, con Pöstlberger, Naesen, Garcia Cortina, Tratnik, Tony Martin, Clarke, Impey, Stuyven, Roche, Herrada, Benoot, Sicard, Boasson Hagen e Delaplace.

A loro cerca - con successo - di aggregarsi Marc Soler, forte del medesimo spirito che ha pervaso ieri Alessandro De Marchi (che invece oggi è caduto e purtroppo si è ritirato: buona guarigione);

La tappa può così instradarsi verso quella "corsa nella corsa" che davanti è corsa, mentre dietro e intorno è solo festa.

A bordo strada si consumano picnic

e giochi rinfrescanti.

I tifosi sono accorsi da tutta la Francia, forse da tutto il globo... ehm, tutta la Terra:

Hanno preso treni ad altra velocità

per acclamare soprattutto l'enfant du pays: 

Romain Bardet è originario di Brioude, sede di arrivo della tappa e soprattutto capitale francese del salmone:

Il capitano dell'Ag2r risponde presente con uno scatto scenografico davanti a un uomo misteriosamente fornito di guanti da forno: forse un indicazione che quest'anno il buon Romain pare un po' cotto?

Difatti tra i grandi del gruppo non abbocca nessuno, ad eccezione di Richie Porte, convinto forse di essere sulla sua amata Willunga Hill, la collina-simbolo del Tour Down Under:

Non che ci siano somiglianze particolari tra i due territori, se non fosse che contemporaneamente dal gruppo dei fuggitivi scatta Daryl Impey, il corridore sudafricano che come il collega tasmaniano solitamente offre le sue migliori prestazioni stagionali su Willunga Hill:

E' un corridore strano Impey. Da giovane era per lo più un velocista. Poi ha rischiato la carriera in una caduta al Giro di Turchia, infine si è riciclato come uomo di fiducia nel treno dei vari velocisti della GreenEdge, approdando in questo modo alle corse più importanti (e ai due giorni in maglia gialla nel 2013). 

In un'intervista alla vigilia del Tour ha detto che "Per restare in una squadra importante devi capire come diventare insostituibile. Così ci ho lavorato, ho cominciato a fare quel chilometro in più...

Mi sono detto: magari posso continuare a tirare nel treno dei velocisti, ma forse potrei anche dare un piccolo aiuto in salita, cambiare il mio ruolo a seconda del giorno".

Questa polivalenza porta Impey ad avere un altro ruolo, oggi: il finalizzatore. L'arrivo è un testa a testa con un altro corridore a 360°, il belga Tiesj Benoot

Ma l'esito della volata era scritto:

Nel giorno della festa nazionale, doveva esultare chi indossa i colori della bandiera.

Non di quella francese, però

bensì quella della Repubblica Sudafricana, che ha un quarto degli anni della maglia gialla ma trova finalmente il suo jour de fête in Francia:

Si conclude la tappa e terminano anche i pic-nic del 14 luglio.

Terminano con un bacio,

un altro bacio,

un calcio nel culo

e un abbraccio

Bonnes fêtes!

 

 

 

A cura di Filippo Cauz.

 

PS - Della tappa odierna senza immagini ne parleremo tra poco nella nuova puntata del nostro podcast "Bonsoir Bidon". Non sappiamo esattamente quando, ma se seguite i nostri social, questo sito o il gruppo Telegram lo scoprirete non appena sarà online.

 

 

 

 

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