#SdG (e10) - Gli eretici

Giornata di fatica extra al Tour de France, che aspetta dieci tappe prima di proporre il primo giorno di riposo. Per riposare in pace era necessario arrivare ad Albi, terra di crociate ed eresie, destinazione finale di una tappa battezzata come un relax anticipato.

Tutti si aspettano una frazione da vivere in attesa. Una lunghissima miccia 

destinata a deflagrare solo per la volata finale:

Per scaldare gli animi, al via Proudhomme delizia il gruppo con un po' di freestyle:

Obbiettivo raggiunto, perchè nonostante il programma anche oggi spunta un manipolo di eretici che decide di cercare comunque la propria personale strada verso il paradiso. Di speranze e possibilità ne hanno ben poche, ma quando c'è la fede...

Elenco degli eretici di giornata:

1- Tony Gallopin, caduto praticamente ogni giorno finora in questo Tour

2 - Mads Würtz Schmidt, che invece ha provato ad andare in fuga quasi ogni giorno, ma non è che gli sia andata molto meglio

3- Natnael Berhane, che arriva in leggero ritardo sul giorno nazionale delle maglie di campione nazionale

4 - Odd Christian Eiking, che ci tiene a non gettar via cartacce

5 - Anthony Turgis, ex ciclocrossista che scendendo dal Grand Ballon, sesta tappa, ha dovuto buttarsi tra i campi per evitare una signora e il suo voluminoso impermeabile rosso.

Cinque che diventano sei grazie al rapido rientro di Michael Schär: il corridore svizzero è una figura importante nella CCC, incarna il fondamentale ruolo del "capitano di strada", c'è chi dice sia addirittura il migliore del gruppo.

In genere Schär mette le sue spalle a disposizione dei compagni, e prima del Tour rifletteva sul fatto che ad ogni finale di tappa si trova a fare a spallate sempre con gli stessi 10-12 corridori, da anni. Così questo luglio ha preferito trascorrerlo con compagnie meno affollate:

Una volta che la fuga è partita, la regia può decidere di sbizzarrirsi in un lunedì sperimentale, sfruttando specchietti,

rotonde,

campi lunghi,

campi corti,

campi arati

e fresche frasche.

FINE PRIMO TEMPO  - PUBBLICITÀ

"Hey Alejandro, hai mai provato il potere nutritivo del muesli nerogranata?"

"No Luke, ma io sono un corridore all'antica, non credo molto a queste cose. Però voglio fidarmi, lo assaggerò"

SECONDO TEMPO

La tappa, si è detto, avrebbe dovuto concludersi allo sprint. Il rettilineo finale infatti è velocissimo:

Ma tutto d'un tratto il gruppo fa un'inversione a U,

il vento cambia e la Education First prova a rimettere in discussione il copione della tappa. Una vera eresia:

La direzione di corsa avvisa la maglia gialla: è il momento di fargliela pagare.

Pochi chilometri ed ecco che il capitano della EF è respinto con dolore (al traguardo arriverà con 01'40" dai primi, ritardo condiviso con Pinot, Fuglsang e Porte).

FINE SECONDO TEMPO - PUBBLICITÀ

"Luke, è tre chilometri che ti chiedo il cambio e nemmeno hai provato ad affiancarmi! Ora freno..."

"Andavi troppo forte, Alejandro. E non è il vento, non è la gamba, non è un miracolo...  È il muesli nerogranata! Metti una granata nel motore!"

TERZO TEMPO

Mentre il secondo gruppo insegue i fuggitivi, il terzo gruppo insegue il secondo, George Bennett insegue il terzo (chiuderà a 09'40") e così via, i velocisti si preparano alla sprint. E' la classica situazione denominata corsa nella corsa nella corsa nella corsa nella corsa.

Alla fine la corsa multi-livello finisce come doveva finire, con una volata. I Sunweb pilotano Matthews alla perfezione, Sagan prova a soprendere tutti partendo dal gruppo inseguitore,

ma sulla sinistra emerge una locomotiva di nome Wout. 

L'esito sembra avvolto dall'indecisione, un colpo di reni da fotofinish:

Ma invece il risultato della volata è scritto a chiare lettere nello sguardo di Elia Viviani:

Nell'intero volto di Elia Viviani:

Wout van Aert vince la sua prima tappa al suo primo grande giro. E, nonostante sia uno che in carriera ha vinto tre mondiali, collezionato piazzamenti a classiche e vittorie a semiclassiche, arriva davanti alla telecamera e si commuove. C'è un ciclocrossista che ha battuto un pistard allo sprint.

Roba da matti: questa volta ha vinto l'eresia.

 

 

 

A cura di Filippo Cauz.

 

PS - Della tappa odierna senza immagini ne parleremo tra poco nella nuova puntata del nostro podcast "Bonsoir Bidon". Non sappiamo esattamente quando, ma se seguite i nostri social, questo sito o il gruppo Telegram lo scoprirete non appena sarà online.

 

 

 

 

 

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