#SdG (e16) - Allungamenti

Da Nîmes a Nîmes ci sono esattamente zero chilometri, ma in un modo o nell'altro l'organizzazione del Tour de France è riuscita a farcene entrare 177, seguendo una contorta sagoma tra le campagne della Provenza.

Una tappa corta ma utile: ad allungare. Il Tour si estende in questo modo tra i Pirenei e le Alpi, aggiunge distanza prima del traguardo di Parigi. Per chi veste la maglia gialla, sono 177 chilometri di intermezzo:

Non allunga ma allarga le braccia Christian Prudhomme, un gesto che compie ogni giorno ma che oggi sa un po' di resa:

La tappa infatti dovrebbe partire ma non parte: il tratto neutralizzato prima della partenza ufficiale viene infatti allungato a causa di problemi meccanici che attardano alcuni corridori. Il risultato è che la frazione d'un tratto s'accorcia:

Particolare che interessa poco a chi avrebbe comunque allungato il prima possibile: Alexis Gougeard e Stéphane Rossetto,

sui quali rientrano subito Łukasz Wiśniowski, Paul Ourselin e Lars Bak (uno che ogni volta che va in fuga fa la gioia dei titolisti):

Il gruppo si allinea con pazienza dietro le spalle larghe di Tony Martin, che, come in occasione di ogni fuga di questo Tour, si allunga (sul manubrio):

Da qui in avanti anche per gli spettatori c'è lo spazio per allungarsi: sul divano.

Tappa da sonnellino, insomma, come suggerito dalla figlioletta di Andrea Pasqualon:

Dormendo però si rischia di perdersi un nuovo episodio di "Scuola di Polizia"

o una nuova avventura della Legione Straniera:

Il ritmo da merenda permette ai corridori di allungarsi panini

Romain Sicard deve invece litigare con la tracolla di una musette che... s'allunga,

mentre una mucca di plastica allunga il collo per brucare dell'asfalto:

Più che la fame è però la sete ad allungarsi impietosa su tutti i corridori. Le sovrimpressioni informano che non si scende mai sotto i 30°, così i fuggitivi allungano le braccia per agguantare borracce

destinate ad essere tracannate ma anche a trasformarsi in doccia di strada, è il caso di Lars Bak.

In gruppo l'uso delle abbondanti borracce di giornata si fa molto più creativo.

Rigoberto Urán offre da bere al cameraman in moto,

mentre i gregari Ineos improvvisano un'esibizione di mimo su ruote, ignari del pericolo che li attende...

Perchè, mentre s'allunga l'orizzonte dei fuggitivi,

s'allungano anche nuove ombre sul Tour di Geraint Thomas, che si esibisce nel suo secondo volo di questa Grande Boucle:

Per sua fortuna nessun danno: rientra in fretta grazie al lavoro dei compagni, sulla cui scia balza anche Andrè Greipel, che anzichè dare i cambi allunga il suo frustino per spronare i nerogranata:

Il pomeriggio va esauredosi. Si allungano le ombre degli elicotteri

e si allunga il gruppo, nel momento in cui entrano in azione i treni delle squadre dei velocisti:

Si accorcia bruscamente, invece, il residuo del Tour di Jakob Fuglsang. Ancora una volta la sua corsa finisce con una caduta.

Ad allungarsi sono le mani dei compagni di squadra per stringerlo in un ultimo abbraccio di strada:

Un abbraccio se lo darebbero volentieri anche i cinque fuggitivi, il cui lunghissimo pomeriggio si esaurisce per lasciare spazio all'inevitabile volata.
Qualcuno accorcia il finale di tappa tagliando l'ultima rotonda,

mentre Caleb Ewan allunga la volata a dismisura:

Allunga persino il rettilino finale per dribblare Richeze,

ma non ha bisogno di allungarsi nel colpo di reni, tanto è netta la sua vittoria:

Il velocista più piccolo del gruppo diventa il primo ad allungare (a due) le sue vittorie. Può quindi gioire allungando un braccio al cielo

e due braccia sul podio, per continuare ad esultare.

 

 

 

 

A cura di Filippo Cauz.

 

PS - Della tappa odierna senza immagini ne parleremo tra poco nella nuova puntata del nostro podcast "Bonsoir Bidon". Non sappiamo esattamente quando, ma se seguite i nostri social, questo sito o il gruppo Telegram lo scoprirete non appena sarà online.

 

 

 

 

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