#SdG (e17) - Mind the Gap

Gap è una località importante. Una cittadina con duemila anni di storia alle spalle, dalla lunga tradizione ciclistica e non solo. Ciononostante, Gap ha un destino inscritto nel nome da cui non riesce a svicolare.

Ogni cittadino di Gap avrà sentito infiniti giochi di parole sui gap che lo separano da questo e quello. In questo Tour la tappa di Gap viene collocata per sottolineare alcuni di questi divari. In primis, quello tra i Pirenei e le Alpi, separati da due giorni destinati alle pennichelle, alle volate, alle fughe.

La fuga di Gap si forma in una prima mezz'ora di gara corsa a velocità da pistard

e in fuga ci va di nuovo una percentuale importante dell'intero gruppo. Esattamente il 20,625% dei partenti: 33 corridori su 160:

Una percentuale a cui manca però il 100% della Total, che cerca di colmare il proprio gap di rappresentanti tirando a tutta il gruppo:

Per un motivo semplice, non vogliono deludere il proprio tifoso:

L'inseguimento naufraga presto, e la tappa imbocca la sua direzione naturale.

Occasione fruttuosa per tornare agli studi Rai, dove con grande emozione si mostrano le ultime trovate avveniristiche per ridurre il gap tecnologico. Ma anche in versione "realtà aumentata" la volata di ieri continua a vincerla Caleb Ewan

Sulle strade reali invece la corsa continua con le sue missioni di giornata.

Un'altra è colmare il gap di rappresentazione dei nuovi prodotti con cui sono attrezzate le squadre al via. 
Ecco dunque le nuove borracce di Chad Haga,

l'invidiata salopette di Tiesj Benoot,

 la musette del ghiaccio della Mitchelton

e lo zainetto per il pranzo al sacco della EF:

Quest'ultimo particolarmente apprezzato dal signore in maglietta gialla,

primo rappresentante di un popolo del Tour particolarmente numeroso. E' come se questa tappa si fosse posta l'obiettivo di rimediare anche al gap di esibizione dei tifosi, un po' trascurati negli ultimi giorni.

Così dà spazio a un tifoso sulla fune (punteggio spettacolarità: 9)

e persino a una specie di Morte bergmaniana, che al posto della falce brandisce una maglia della Movistar (punteggio nonsense: 10).

Tony Martin e Luke Rowe intanto mettono in scena un apposito teatrino: il tedescone cerca di sbattere fuori strada l'inglese che cercava di sorpassarlo giusto in coincidenza con il rifornimento di borracce,

ma in realtà tutta l'azione era studiata nel dettaglio per regalare al mondo un ralenti di quest'uomo:

La corsa sembra insomma anestetizzata, anche perchè il leader del peloton Julian Alaphilippe ha ben altri problemi da affrontare. Una piccola distrazione e vede i suoi occhiali volare via,

lanciati verso l'inevitabile impatto con l'asfalto rovente,

provocando risate inattese persino a Thibaut Pinot.

Un divertimento che non tocca i fuggitivi, ormai lanciatissimi con un quarto d'ora di vantaggio. È Alexis Gougeard il primo a provare ad aprire un gap,

ma il vuoto vero lo fa poco più avanti Matteo Trentin, che apre maglia e gas

e si invola verso il traguardo di Gap.

Trentin vince con un buon vantaggio sui compagni di fuga e con un gap abissale sul gruppo,

tanto che la regia può sbizzarrirsi nel mostrare ogni lato della vittoria di Trentin.

Davanti,

di lato

e da dietro.

Tutte meritate. Clap! Clap!, a Gap.

 

 

 

 

A cura di Filippo Cauz.

 

PS - Della tappa odierna senza immagini ne parleremo tra poco nella nuova puntata del nostro podcast "Bonsoir Bidon". Non sappiamo esattamente quando, ma se seguite i nostri social, questo sito o il gruppo Telegram lo scoprirete non appena sarà online.

 

 

 

Categoria: