#SdG (e19) - Di tutti i colori

Benvenuti alla terzultima tappa del Tour de France 2019

oggi ne vedremo di tutti i colori, la regia ne è certa

e pure i tifosi

tanto che i supporters locali hanno organizzato addirittura coreografie cangianti. Un po' rosse

e un po' arancioni

Ne vedremo di tutti i colori, perchè è la giornata decisiva per decidere le sorti della maglia di capoclassifica, che oggi Julian Alaphilippe si sente un po' più stretta del solito

Il destino della maglia gialla è stato fissato qui per affinità cromatiche, nei pressi del più grande affioramento di polenta a cielo aperto di tutte le Alpi

L'inizio di tappa però ha da mostrare pochi colori e tanti dolori, quelli di uno sfortunatissimo Thibaut Pinot (o Pinot Thibaut, per dirla alla francese) che per l'ennesima volta è obbligato a salutare le proprie speranze a ridosso dell'arrivo.

Pinot si stacca subito per un malanno muscolare. Stringe i denti e soffoca le lacrime supportato dal compagno Matthieu Ladagnous

ma è obbligato presto a salire in auto. Il traguardo è troppo lontano, o almeno così sembrerebbe

mentre il suo dolore si trasmette in maniera molto poco metaforica a chi quel dolore sembra non volerlo capire

La shock per il ritiro del corridore francese non ferma però il procedere della tappa, con gli attaccanti che susseguono scattanti come struzzi - o forse come emu, direbbero i tifosi locali

Ma la fuga stenta a partire, oggi si muoveranno addirittura i pezzi grossi, tanto che si stacca Julian Alaphilippe

sotto i colpi di Egan Bernal

Il colombiano vola nel segno del cambiamento cromatico. Eppure la tappa cambia drasticamente in accordo col cambiamento... climatico.

Bernal voleva passare dal bianco al giallo, ma il colore di giornata è decisamente il bianco della grandine che incanutisce la strada come fosse neve

e il giallo non è più quello della rimonta di Alaphilippe

bensì quello di una ruspa che d'un tratto diventa padrona del destino della corsa

Il momento si fa talmente confuso, che il Tour decide di schiacciare sul tasto [pause] della corsa

per ingannare il tempo comincia una curiosa competizione di telefono senza fili: Christian Prudhomme dà un messaggio a Simon Yates

che lo riferisce a Vincenzo Nibali, il quale vorrebbe giocare con Rigoberto Urán, che però non è dell'umore

Nibali ripiega dunque su un più affabile Geraint Thomas

che riporta il messaggio al mittente originario Prudhomme

ad interrompere il divertimento soggiunge il tanto atteso annuncio della Commissione Realtà Aumentata

Da qui in avanti, si torna a vederne di tutti i colori, ma sono perlopiù quelli delle mantelline. Alejandro Valverde vira l'iride al nero

Rigoberto Urán, entusiasta per la fatica risparmiata, passa dal rosa al blu

mentre Egan Bernal resta prudente e anzichè pensare al giallo cela persino il bianco

al contrario di Julian Alaphilippe, che punta sul giallo su giallo

L'unico che prova a capirci qualcosa è l'eroico Ettore Giovannelli, che mentre cerca il bandolo della matassa ne dice di tutti i colori all'autista del bus della Lotto che minaccia di schiacciarlo

Il verdetto finale spetta sempre alla Realtà Aumentata, che non lascia adito a dubbi

Egan Bernal è più perplesso che mai mentre viene vestito con una maglia gialla abbondante

mentre sul rettilineo finale sventolano di un giallo più brillante i drijftenue della Jumbo.

Eppure il mistero continua ad aleggiare sulla corsa. Cosa avrà perso Gigi Sgarbozza?

a prima vista si direbbe solo una rivista. A colori.

Per la risposta definitiva però occorrerà un'altra tappa. Una intera.

 

 

 

 

A cura di Filippo Cauz.

 

PS - Della tappa odierna senza immagini ne parleremo tra poco nella nuova puntata del nostro podcast "Bonsoir Bidon". Non sappiamo esattamente quando, ma se seguite i nostri social, questo sito o il gruppo Telegram lo scoprirete non appena sarà online.

 

 

 

 

 

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