[TdF2018 - e01] Amore, violenza e caos

Lawson Craddock vede allontanarsi la coda del gruppo nella luce bianca delle tre di pomeriggio. Un rivolo di sangue lo segna dalla tempia al mento: l'occhio sinistro è orlato di cerotti, servirà una cucitura a fine tappa. È caduto durante il rifornimento, anziché rifocillarsi Craddock si è sfracellato, ed ecco che a 30 chilometri dall'arrivo gli tocca inseguire tutti gli altri in una sequenza di primi piani pulp. Una brutalità che uno direbbe incompatibile con un pomeriggio di luglio sulle coste assolate della Vandea, ombrelloni e surf loro sì sono appropriati in un posto così, eppure fu affacciato sulle spiagge di Saint-Jean-de-Monts che nel 1946 Boris Vian trovò l’ispirazione per il romanzo più violento della sua carriera, spesso l'estro procede per contrasto. "Sputerò sulle vostre tombe", un noir di amore e vendetta, fu un enorme scandalo e un ancor più grande successo; diventò persino un film, che però lo scrittore non riuscì a finire di guardare: Vian morì nella poltrona del cinema dove era stato invitato per la prima, mentre dimenandosi urlava contro gli autori dell'adattamento della sua opera.

La prima del Tour de France 2018 dovrebbe essere l'ennesimo adattamento di un’opera vista molte volte, il classico Grand Départ buono per il debutto rilassato delle primedonne e un primo assolo dei velocisti, il riscaldamento dei tifosi e il rodaggio dei commentatori. Tuttavia la Vandea tende ad avere opinioni contrarie, e non certo da oggi. Volete la repubblica? Noi diciamo monarchia. Fate la rivoluzione? Noi la controrivoluzione. Tappa tranquilla fino alla volata finale? Macché, state a vedere.

Craddock è già da un pezzo dietro a tutti quando la strada devia verso l'interno, i vialoni oceanici diventano strade provinciali anguste, o comunque non larghe abbastanza per contenere tutta la competitività del Tour. La tensione degli ultimi chilometri si fa violenza di pensiero ma soprattutto di azione: Froome si ritrova d’improvviso stretto sul bordo destro dell'asfalto, un secondo dopo è oltre, tinge di campagna l'orca che gli veste la schiena; poco dopo Quintana taglia uno spartitraffico e spacca entrambe le ruote, finisce per perdere 1 minuto e 12, più di Froome e più anche di Porte e Yates, attardatisi a loro volta.

Davanti rimangono soltanto i più attenti, i più fortunati e tutta la Quick-Step Floors. La squadra dei Magnifici Domatori del Caos sale come la marea, imbastisce lo sprint come il Belgio un contropiede: Gilbert, Lampaert, Richeze, Gaviria. Quattro passaggi e un gol, sembra facile ma non lo è di certo, Gaviria ha ragione ad esultare per bene. Prima presenza, prima maglia gialla. Ha segnato un colombiano ma esultano pure i belgi: il Mondiale del Tour de France è questa cosa qua, è amore, violenza e caos, ed è appena cominciato. (LP)

 

 

 

 

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