[TdF2018 - e03] Dimostrazioni di volo

Per celebrare degnamente il 14 luglio di quell'anno, nel 1910 il Comitato Permanente delle Feste di Cholet invitò in città un aviatore semisconosciuto. Roland Garros un giorno sarebbe diventato una leggenda, il primo uomo a superare i 5000 metri di altezza in volo e a completare la traversata aerea del Mediterraneo. Gli avrebbero dedicato il campo da tennis più famoso del mondo, tuttavia quell'estate Roland Garros era soltanto un giovanotto senza licenza di volo. A causa del forte vento non riuscì nemmeno a decollare, il giorno della festa: imbarazzato, promise al presidente del Comitato e agli 8000 spettatori in attesa che presto sarebbe tornato nella Loira con un velivolo più efficiente.

A inizio Novecento le dimostrazioni di volo erano il supremo spettacolo della tecnica e della velocità, che nelle acrobazie dei piloti più scafati evolvevano a ideale filosofico. Distanza, durata e altezza del volo erano attributi di una forma di bellezza nuova e attraente, che a quanto pare non ha mai smesso di sedurre i nativi di Cholet, organizzatisi quest'anno per onorare l'imminente festa nazionale con l'evento sportivo che meglio approssima le dimostrazioni di volo di un tempo: la cronometro a squadre del Tour de France.

In una cronosquadre il ciclismo prende una delle due anime che lo fondano e l'allarga a dismisura, quella meccanica si mangia l'umana, corridori e biciclette cessano di essere distinguibili. Non sembra neanche più ciclismo, a dirla tutta: è nuoto sincronizzato, nei polpacci degli Sky che si tendono all'unisono; industria pesante, nelle cosce dei BMC che stantuffano come pistoni a vapore. La crono lineare della Mitchelton è l'opera di un'orchestra classica, mentre il ritmo sincopato della QuickStep pare una godibile improvvisazione jazz.

Per quasi tutte le squadre, soprattutto, la Cholet-Cholet è un tentativo di decollo, di rendersi leggerissimi per procedere più in alto e più lontano, librarsi in volo d'altra parte ha a che fare con libra, e cioè bilancia, e cioè equilibrio, e in poche attività umane l'equilibrio è decisivo quanto nel pedalare, non è certo un caso che i fratelli Wright, pionieri dell'aviazione, avessero un negozio di biciclette. Ogni peso superfluo deve essere dimenticato, allora, lasciato al respingimento dell'aria, che si fa cancello di ingresso: l'essenziale passa, ciò che avanza resta fuori. Può succedere in certi casi che resti fuori persino la maglia gialla, abbandonata lungo una strada in salita come un serbatoio che si stacchi dal razzo dopo il lancio: mentre Sagan non tiene più il tempo dei suoi compagni, Van Avermaet sale di giri e di posizioni in classifica.

Il 24 luglio 1910 Roland Garros tornò a Cholet con un aereo migliore. La sua dimostrazione fu una meraviglia di impennate verticali e discese velocissime. Un giornalista descrisse il suo atterraggio con un paragone degno dei grandi cronoman dei nostri giorni: "Ebbe la grazia di una farfalla che si posi su di un fiore".
(FC-LP)

 

 

 

 

Categoria: