[TdF 2020] Merci Jens

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    Seduto su un ramo a riflettere sull'esistenza. Cofondatore di Bidon, durante una pausa si è laureato in statistica. Fonti di ispirazione: le biciclette, l’Islanda, i pub di Oxford e Cristobal Jorquera.

Sul Col de la Madeleine, Jens Debusschere si trovava tranquillo nel gruppetto della maglia verde, ma quando Bryan Coquard, il suo capitano con un ginocchio dolorante, ha perso contatto dagli altri velocisti, si è lasciato sfilare anche lui. Nella valle tra la Madeleine e il Col de la Loze, senza mai ricevere un cambio, ha tentato di non far dilatare troppo il distacco suo e di Coquard, ma sull'ultima salita non ne aveva più.

A 9 chilometri dal traguardo, dopo aver visto su un maxischermo la vittoria di López, Debusschere e Coquard hanno deciso che solo uno dei due poteva sperare di arrivare in cima entro il tempo massimo; l'altro doveva dare tutto per il compagno.

Con due sprint ancora possibili prima della fine del Tour, la scelta è stata presto fatta. Debusschere ha speso le ultime energie che aveva per il suo velocista, infine gli ha detto di continuare da solo.

Il belga, 31 anni e tre precedenti partecipazioni al Tour, è arrivato cinque minuti oltre il tempo massimo ed è stato escluso dalla corsa a quattro tappe dal termine. «È la prima volta in carriera che mi capita e mi fa male il cuore», ha detto Debusschere. «Ma ero venuto qui per dare tutto per Bryan, e sono contento di averlo fatto.»

Coquard è giunto in cima al Col de la Loze a 35 minuti dal vincitore di tappa, due minuti entro il tempo massimo. Delle poche parole che è riuscito a dire mentre, seduto su un prato, cercava di riprendersi dallo sforzo, ci ha tenuto a condividerne solo due: «Merci Jens.» (LP)

 

 

 

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