[Trofeo Binda 2021] Doppia primavera

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    Scalatore da bancone, pistard da divano. Ama il rumore, i bratwurst, dormire e leggere seduto sul water. Ha visto il volto di Dio in tre occasioni: una volta era Joey Baron, le altre due Laurent Jalabert.

Tra il 20 e il 21 marzo si sono registrati 654 eventi sismici rilevanti in tutto il mondo, 29 vulcani hanno eruttato, la Luna ha raggiunto il primo quarto, il Sole è entrato in Ariete ma soprattutto l'asse terrestre si è posizionato perpendicolare ai raggi solari, segnando così l'inizio di una nuova primavera. L'umanità può venire sconvolta dalle vicende più imprevedibili, ma l'universo che la ospita prosegue imperterrito nel succedersi dei suoi cicli, sottolineati dalle Lune e dalle stagioni con cadenza puntuale. E non c'è rinnovamento più grande e lieto della primavera, che l'uomo festeggia da sempre accendendo falò, seminando campi, ballando e correndo in bicicletta. Quest'ultima forse è un'usanza un po' meno antica di un Newroz, ma ormai altrettanto radicata. L'arrivo della Primavera per chi pedala è segnato da un fine settimana raccolto tra le Alpi e il mare, da una lunga classicissima, che nasce sorge a Milano, tramonta a Sanremo e al sorgere del nuovo sole si ritrova sulle dolci pendenze della Valcuvia.

Spinto da un albo d'oro che stabilisce a vista d'occhio il valore di "monumento" e da un patrono che riporta ai campionissimi del ciclismo italiano, il Trofeo Binda ha riempito anche dopo questo equinozio le strade di Cittiglio, più forte della fresca brezza che non intede cedere allo scorrere delle settimane, più caldo delle ultime chiazze bianche che bordeggiano l'asfalto a testimonianza di un inverno recente e lunghissimo. È durato quasi due anni, l'inverno del Binda; le sue nevi hanno sepolto un'edizione 2020 rinviata e poi cancellata. Quella di oggi, alla faccia di terremoti, vulcani e astri celesti, è dunque una primavera che vale doppio.

Al penultimo passaggio sulla salita di Orino, Elisa Longo Borghini si rende conto che le compagne le hanno aperto uno spazio, una possibilità per attaccare. In queste occasioni Elisa reagisce sempre in un modo soltanto: attaccando. Le spalle slanciate in avanti, lo sguardo teso al sole che sbuca tra gli alberi, Elisa scatta come una molla. Ci sono rivali solide alle sua spalle, avversarie che potrebbero snocciolare curriculum per tutte le stagioni, ma la primavera, come cantava qualcuno, fa bene al cuore. E il cuore di Longo Borghini quest'oggi è quello che batte più deciso. Un destino perfettamente allineato con gli astri: il suo volo descrive un'orbita armoniosa fino a raggiungere il traguardo finale, quasi due minuti prima di tutte.

Elisa dice di esser stata ispirata dal compagno di squadra Jasper Stuyven, che ha vinto la Sanremo con una giocata d'azzardo. «Ho pensato a lui, al suo "tutto o niente" e mi sono detta di attaccare perché è vero che a volte non ottieni niente, ma altre volte è proprio tutto». Ma ad ispirare Elisa Longo Borghini in questo cambio di stagione che coincide già con l'inizio del raccolto dev'essere stata soprattutto l'altra protagonista, quella sul cui arrivo non c'è modo di scomettere, tuttalpiù si può aspettare con speranza. Al Trofeo Binda ha vinto la primavera.

 

Testo: filippo cauz
Foto di copertina: Tornanti.cc

 

 

 

 

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