[Tutti i colori del gruppo] Astana (16)

[La maglia, lo sponsor] Questa è una storia strana, direbbe Carlo Lucarelli. In principio erano la Cosacchia e la ONCE. La prima era una regione a cavallo fra l'Europa e l'Asia nelle cui steppe imperversavano i cosacchi, popolo votato alla guerra. Vederli apparire all'orizzonte, per gli avversari, non era mai un buon segno. La seconda era una squadra ciclistica spagnola che poi diventerà Liberty Seguros. Vedere apparire l'antidoping all'orizzonte, per questa, non era un buon segno. Dopo essersi rifugiata in un "puerto" poco sicuro, la squadra spagnola fu rilevata da un consorzio di aziende del Kazakistan, che dalla Cosacchia deriva, e mutò il nome in Astana che del Kazakistan è la capitale. Kazakistan, ciclismo, Astana e il cerchio si chiude. Essendo una "squadra-nazione", nell'Astana impera la tradizione. I colori sono il classico celeste, dominante, e giallo, presente in fondo alle maniche, della bandiera del Kazakistan. Il principale sponsor è Samruk ("germogliare" in kazako), principale fondo monetario nazionale, il cui simbolo (una colomba che vola dentro il sole) trova posto quest'anno sul lato interno della maglia. Astana significa tradizione e anche qualcos'altro. Significa chiacchiere, forse troppe, e significa Vinokurov. Ma questa, direbbe Lucarelli, è un'altra storia.

[Mercato] Il ciclomercato dell'Astana è stato eclatante soprattutto in uscita con la partenza di Aru verso un'altra "squadra nazione". Tiralongo ha deciso di non seguire "il suo bambino" e di ritirarsi attendendo che qualche capitano gli faccia davvero un monumento. I movimenti in entrata si limitano alla firma di Omar Fraile, Magnus Cort Nielsen e Davide Villella. Ma l'Astana, così come il Kazakistan, aveva le risorse già in casa.
 
[Se va bene] E di inestimabile risorsa si parla a proposito di Miguel Ángel López. Il colombiano, classe 1994, prende confidenza con le strade italiane vincendo a Sassotetto nella quarta tappa della Tirreno-Adriatico. Al Giro sta con i migliori e da essi impara le giuste mosse per vincere la Vuelta a fine stagione. Nel mezzo Luis León Sánchez torna protagonista al Tour, dove conquista due tappe al Tour grazie alle fughe e si aggiudica il premio combattività.
 
[Se va male] Ad aprile la squadra è in crisi di risultati e demotivata. Lo Stato kazako decide allora di riempire le borracce dei ciclisti di Kumis, il tipico latte di cavalla fermentato. Al Giro, in un gesto d'altri tempi, López passa la borraccia a Dumoulin che è noto essere di stomaco delicato. La giuria non la prende bene e squalifica la squadra per comportamento antisportivo. (PP)

 

Tutti i colori del gruppo è la guida di Bidon alle maglie (e alle squadre) del World Tour 2018. Leggi tutti gli episodi precedenti.

 

 

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