[Tutti i colori del gruppo] Lotto-Soudal (14)

[La maglia, lo sponsor] Il 33° anno è tempo di resurrezione, e per l'occasione la Lotto-Soudal si è issata sul legno di un mini-velodromo per presentare al mondo i colori di una stagione di cambiamento. Una certezza però c'è sempre, attraverso i decenni: la resistenza del suo sponsor. La lotteria nazionale belga accompagna la formazione sin dalla sua nascita, seppur con alti e bassi di budget e posizionamento. Al suo fianco un'azienda ciclisticamente pervasiva come Soudal, colosso degli adesivi industriali che però ancora non ha capito come incollare De Gendt al resto del gruppo. Non stupisce che nella patria del ciclismo sia un'azienda pubblica a sostenere la squadra di bandiera, tanto che il tricolore belga quest'anno campeggia ben visibile sulle maniche di tutti i corridori. Tre colori carichi di significato a decorare una maglia più bianca che mai - evidente richiamo alla Faema di Merckx - ma che sorprende con un sestetto di bolle colorate che risalgono sulla schiena come dei gas in una vasca da bagno. È il segnale che qualcosa bolle in pentola, con la squadra che saluta senatori come Roelandts e De Clerq per far spazio al talento belga del futuro, Bjorg Lambrecht. Se manterrà anche metà delle promesse, varrà già ben più di un terno al Lotto.

[Mercato] La Lotto non saluta solo i due senatori, con loro se ne vanno anche il cavallino Gallopin, lo scalatore Valls, le due promesse disattese (per ora) De Bie e Vervaeke, e pure Kris Boeckmans. Le porte però sono girevoli, ed oltre a Lambrecht entrano il fratello d'arte Lawrence Naesen, il cronoman Campenaerts ma soprattutto Jens Keukeleire, rifiorito lo scorso anno e pronto a tornare protagonista sulle strade di casa.
 
[Se va bene] Dai e ridai, Tiesj Benoot riesce a vincere la sua prima gara tra i professionisti all'Het Nieuwsblad, fa il bis alle Strade Bianche ed è secondo al Fiandre. Sulle Ardenne gli dà il cambio Wellens, il cui scatto sul Saint-Nicolas stavolta è irresistibile. Al Giro Campenaerts riesce finalmente a fidanzarsi, mentre al Tour i giovani velocisti si smarriscono e Andrè Greipel torna il numero 1, a 35 anni compiuti. A Innsbruck i migliori si guardano troppo, così il mondiale si gioca tra i fuggitivi da lontano; ovvero va a Thomas de Gendt.
 
[Se va male]La vittoria al Tour Down Under è già l'ultima stagionale per Greipel, che raccoglie 22 secondi posti stabilendo un nuovo record. Alle classiche la squadra è invisibile, con i due nuovi Lambrecht e Keukeleire appiedati per bronchite dopo aver alloggiato in una stanza senza riscaldamento. De Gendt va in fuga in tutte le tappe in linea del Tour: viene ripreso ogni volta, ma alla fine il premio del supercombattivo va a Froome per come ha saputo battersi nell'affaire-salbutamolo. (FC)

 

Tutti i colori del gruppo è la guida di Bidon alle maglie (e alle squadre) del World Tour 2018. Leggi tutti gli episodi precedenti.

 

 

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