[Tutti i colori del gruppo] Quick-Step (12)

[La maglia, lo sponsor] Le divise della Quick-Step sono cambiate, leggermente. La rosa della Quick-Step è cambiata, abbastanza. Non cambia lo sponsor che, oltre a far pavimentazioni da decenni, produce ciclismo e vittorie in serie ormai da quindici anni. "Come il lupo che cambia pelo, ma non la sua natura" le maglie si sono fatte di un blu profondo, che più un colore assomiglia a un suono, a un accordo jazz, tra la nostalgia di quel che si è fatto e quel che si potrà fare; sapendo che senza Boonen, Trentin, Kittel e Martin non sarà poi così semplice, ma avendo tra i tuoi gente come Alaphilippe, Gaviria e Gilbert non è neanche così impensabile. Un blu come quello della rapsodia di George Gershwin, del resto la compagnia proprietaria della Quick-Step, la Mohawk Industries, ha radici proprio nella natìa New York. Un blu che sa di commedia alla Woody Allen, dolce e amara, triste e allegra.

[Mercato] Sette entrate e nove uscite. Dentro Viviani per Kittel, fuori esperienza e vittorie, dentro qualche incognita e molte promesse. Un travaso che appare leggermente in perdita, ma quando si ha il talento di Alaphilippe e Gaviria dalla propria le valutazioni anticipate rimangono piuttosto fragili.
 
[Se va bene] Alaphilippe riprende da dove aveva dovuto forzatamente fermarsi nel 2017, è il principale antagonista di Sagan sia alla Sanremo che sulle Ardenne. Viviani e Gaviria insieme raddoppiano Kittel, mentre Enric Mas si palesa nelle salite del Giro, il futuro delle corse a tappa sarà anche suo.
 
[Se va male] Senza Daniel Martin la Quick-Step va poco in salita, senza Kittel va poco in volata, senza Boonen va poco sul pavé, senza Brambilla va poco in fuga e senza Trentin va poco in generale. (FB)

 

Tutti i colori del gruppo è la guida di Bidon alle maglie (e alle squadre) del World Tour 2018. Leggi tutti gli episodi precedenti.