Campionati nazionali 2020 - Una sintesi quasi seria

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    Seduto su un ramo a riflettere sull'esistenza. Cofondatore di Bidon, durante una pausa si è laureato in statistica. Fonti di ispirazione: le biciclette, l’Islanda, i pub di Oxford e Cristobal Jorquera.

Giornata di campionati nazionali su strada un po’ in tutta Europa, oggi. A Cittadella, lo saprete già, si è imposto in volata un ottimo Giacomo Nizzolo, campione italiano per la seconda volta in carriera. Ma come sono andate le cose altrove nel continente?

In Spagna, Luis León Sánchez si è finalmente laureato campione nazionale su strada, dopo quattro titoli a cronometro e un numero imprecisato di piazzamenti nella gara in linea. Basti pensare che quando è salito per la prima volta sul podio in questa prova il più famoso in casa Sánchez era suo fratello minore, promessa del Real Madrid. Oggi Pedro León giochicchia malinconicamente nell'Eibar, mentre LuisLe si è preso l'agognata maglia di campione, alla veneranda eta di quasi 37 anni. Veneranda si fa per dire: oggi a Baeza 13° e 41° sono arrivati rispettivamente Oscar Sevilla (44 anni) e Francisco Mancebo (44 anni e mezzo).

Spettacolare la gara francese, con Arnaud Démare che prima ha replicato agli scatti di Alaphilippe e poi ha battuto in volata Coquard, finalizzando alla perfezione il lavoro dei cinquantatré-cinquantaquattro compagni di squadra che aveva a disposizione oggi (come osservato dal giornalista Richard Moore, il treno odierno della Groupama-FDJ potrebbe costituire uno dei maggiori assembramenti registrati in Francia dall'inizio della pandemia).

Clamoroso quel che è successo in Lussemburgo, dove dopo 6 anni il titolo in linea non è stato appannaggio di Jungels - per la gioia della Ag2r, che ha appena comunicato l’ingaggio di Bob per la prossima stagione - ma di Kevin Geniets, giovane portacolori dei rivali della Groupama. 

Sarebbe clamoroso anche quanto avvenuto in Olanda - dove un uomo solo ha attaccato a 41 chilometri dall’arrivo e non è stato più ripreso - se non fosse che quell’uomo risponde al nome di Mathieu van der Poel. 

Per restare in tema di corridori metà carne metà mezzi meccanici, segnaliamo che la sparata con cui Kasper Asgreen ha vinto il titolo danese è stata registrata da alcuni sismografi locali.

Nel giardino incantato dei Sagan, noto altrimenti come Slovacchia, è stata di nuovo la volta di Juraj, campione per la quarta volta in cinque anni e sempre più vicino allo score del fratellino: Peter conduce ora 6-4 ma, vista la concorrenza (Erik Baska, il secondo, è arrivato a oltre due minuti da Juraj), non è affatto escluso il ribaltone.

Menzione speciale per Adam Toupalík, nuovo campione ceco, la cui bio Instagram recita laconicamente “bikes and coffee”, e per Marcel Meisen, tedesco più affine al ciclocross, che ha battuto in volata niente meno che Ackermann, e che su ProCyclingStats risulta il corridore più popolare del giorno - anche perché prima di oggi tanto popolare tra il pubblico della strada non era: 9 stagioni da pro’ e nessuna vittoria. 

Primo successo tra i grandi anche per Sven Erik Bystrøm, campione norvegese (al fotofinish) sei anni dopo essere stato campione del mondo Under 23, per Stanisław Aniołkowski, polacco, Valentin Götzinger, austriaco, Antti-Jussi Juntunen, finlandese, e Viktor Filutás, ungherese, uno che prima dell’exploit odierno vantava come miglior risultato un 6° posto al Giro dello Szeklerland, e che nella foto profilo Twitter imbraccia il suo gatto come fosse un fucile. (LP)

 

 

 

 

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