[TdF2021] Un paio di fissazioni

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    Seduto su un ramo a riflettere sull'esistenza. Cofondatore di Bidon, durante una pausa si è laureato in statistica. Fonti di ispirazione: le biciclette, l’Islanda, i pub di Oxford e Cristobal Jorquera.

L’attuale maglia a pois del Tour de France si chiama Schelling, come il filosofo. Come il filosofo, è un idealista. A differenza del filosofo, non è nato in Germania ma all’Aia, nei Paesi Bassi. Sì: il leader della classifica dei gran premi della montagna del Tour è nato a 1 metro sul livello del mare.

Un’altra differenza col filosofo (nessun timore: non le elencheremo tutte) consta nel nome di battesimo, che nel suo caso non è Friedrich ma Ide. Ide Schelling, ciclista, non aveva soprannomi fino a un paio di giorni fa, quando la sua fuga nel corso della prima tappa, prima in compagnia e poi tutto solo in mezzo alla Bretagna, ha fatto venire in mente a qualcuno il cagnolino di Obelix, che si chiama Idefix. 

Idefix è apparso la prima volta nel 1963, in una storia intitolata “Asterix e il giro di Gallia”, in francese “Le Tour de Gaule d’Astérix”, direttamente ispirata al Tour de France. Il suo nome deriva dall’espressione francese idée fixe, cioè idea fissa, e fu scelto attraverso un sondaggio indetto tra i lettori del fumetto, che lo preferirono ad alternative come Patracourcix, Toutousanprix e Minimix.

Idefix rappresentava bene il carattere del personaggio, spiegarono gli autori, perché è un piccolo animale con un paio di fissazioni: pensa sempre a un osso da sgranocchiare ed è ben deciso a seguire i suoi amici. Anche il cagnolino di Obelix, insomma, è un idealista. Ha le sue idee, idee di un cagnolino e pertanto differenti da quelle di Schelling il filosofo e ancor di più da quelle di Schelling il ciclista, che, tanto per cominciare, a seguire i suoi amici non ci pensa proprio. Ide “Idefix” Schelling ha, piuttosto, la fissazione dell’attacco.

È sempre stato così, da quando, non molti anni fa (adesso ne ha ventitré), ha messo da parte skateboard e surf per dedicarsi al ciclismo. Un idealista della fuga o, com’è stato definito in Olanda, un cowboy della bicicletta. 

Le gare di ciclismo in tivù Schelling le ha sempre trovate alquanto noiose, però quando si tratta di pedalare, di pedalare in prima persona, si diverte un mondo. E Ide Schelling – ecco un’altra delle sue fissazioni – vuole continuare a divertirsi.

Sa che come ciclista sta migliorando (in questa stagione è già arrivato 4° alla Freccia del Brabante, poi è stato nominato miglior combattivo all’Amstel Gold Race) ed è consapevole che in un giorno buono può già rimanere coi migliori trenta-quaranta del gruppo, tuttavia – ha detto in un’intervista – nel momento in cui dovesse accorgersi che il suo mestiere è sul punto di diventare troppo opprimente, che la vita dell’Ide-ciclista sta per soffocare quella dell’Ide-altro-da-ciclista, non avrà alcuna remora a rallentare.

 

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