[TdF2021] Per meglio dire una carrozza

  • Di:
      >>  
     

    Seduto su un ramo a riflettere sull'esistenza. Cofondatore di Bidon, durante una pausa si è laureato in statistica. Fonti di ispirazione: le biciclette, l’Islanda, i pub di Oxford e Cristobal Jorquera.

Dopo nove tappe aliene, la prima giornata del Tour de France 2021 incardinata sui binari della normalità comincia, secondo una delle più consolidate tradizioni di certe frazioni della Grande Boucle, con due uomini all’attacco. Tosh van der Sande e Hugo Houle avevano poche speranze oggi, ma di certo una missione.

Aiuta sempre avere una missione, al Tour de France. Fossero stati monaci, avremmo potuto identificare in Van der Sande e Houle due certosini, nello specifico i due soli certosini al mondo in possesso della lista completa delle 130 erbe utilizzate per produrre la chartreuse, liquore che da due secoli e mezzo garantisce notorietà e sussistenza ai residenti della Grande Chartreuse, lambita nella prima parte di questa Albertville-Valence.

Due monaci in fuga da un gruppone di assetati che cerca di ghermire il segreto dell’antico elisir, con alcuni di essi (i velocisti) maggiormente interessati alla versione verde, più alcolica, e altri (gli uomini di classifica) a quella gialla, più dolce: sarebbe stato un inizio molto evocativo per questo resoconto, non c’è che dire, tuttavia Van der Sande e Houle non sono monaci, né per quanto ne sappiamo celavano un qualche tipo di manoscritto seicentesco a tema erboristico nelle loro tasche posteriori, tra un panino e una barretta.

Van der Sande e Houle sono due ciclisti. Il primo viene dalle Fiandre e ha trent’anni; il secondo viene dal Québec, e ha trent’anni pure lui. Sono entrambi ragazzi interessanti: tra le particolarità di Van der Sande c’è che fino a qualche tempo fa tutte le mattine, prima di vestirsi, passava almeno venti minuti in bagno con il phon acceso perché il rumore lo tranquillizzava (l’ha raccontato il suo compagno di stanza Thomas De Gendt); tra quelle di Houle c’è che prima di fare il ciclista stava per diventare poliziotto, e che si autodefinisce un “bimbo turbolento” (lo si legge sul suo sito ufficiale).

Negli scorsi giorni, Van der Sande si è notato soprattutto per via di una foto che lo ritraeva seduto sul pavimento della sua camera d’albergo, sporco, la divisa di gara ancora addosso, intento a divorare una vaschetta di pasta fredda; Houle si è notato soprattutto per via di una foto che lo ritraeva completamente esausto, la bocca spalancata oltremisura in una delle smorfie-simbolo della eccezionale durezza della prima settimana del Tour 2021, così da far pensare che la missione principale dell’attacco odierno di Van der Sande e Houle fosse proprio questa: prendersi una giornata di stacco dallo stress e dai pericoli tipici della vita in gruppo, racimolando per strada un po’ di visibilità e traguardi parziali.

 

(...)

Leggi il racconto completo nella nostra raccolta "Mai burlarsi di un drago vivo - Storie e visioni dal Tour de France 2021".
Qui tutte le informazioni.

 

 

 

 

 

 

 

 

Categoria: