[Mondiali 2021] Due facce

  • Di:
      >>  
     

    Scalatore da bancone, pistard da divano. Ama il rumore, i bratwurst, dormire e leggere seduto sul water. Ha visto il volto di Dio in tre occasioni: una volta era Joey Baron, le altre due Laurent Jalabert.

Il parcheggio di una gara ciclistica è un luogo che non esiste. La sola imposizione delle transenne basta a tramutare vialoni a due o quattro corsie in officine meccaniche, aree massaggi, sale riunioni, ricevimenti improvvisati. Per il tempo della corsa, poi tutto svanisce. Un mondo effimero che risulta ancora più incredibile al campionato del mondo, con il suo surreale mix tra una prova World Tour e una sagra di paese.

Tiensevest è uno dei boulevard della circonvallazione che abbraccia tutto il centro di Leuven. A osservarla dall'alto sembra un cerchio perfetto, come il profilo di una medaglia. Il traguardo è collocato poco più in là, nel viale che si allunga verso sud, ma è su Tiensevest che si raccolgono sfoghi e gioie di tutti i corridori, una volta entrati nel salotto meccanico della propria squadra. Ed è difficile trovarne di così diversi.

La successione delle squadre è un frullato di autobus di diversa provenienza. La maggior parte sono prestati da squadre di categorie diverse alle nazionali a loro affini. Deceuninck per il Belgio, Bora per la Germania, SD Worx per i Paesi Bassi, Ineos per la Gran Bretagna, Trek per gli Stati Uniti, Uno-X per la Norvegia, Cofidis per la Francia, fino agli abbinamenti più scontati di squadre-stato come Israel, Rusvelo, Astana o la Qhubeka per il Sudafrica. C'è una sola nazionale che può contare su un bus personalizzato, ed è la prima che si incontra: l'Italia. Prima negli ordini d'arrivo, prima nei parcheggi, prima anche nel numero di mezzi, con il bus di uno sponsor che affianca quello azzurro.

Inoltrandosi nel parcheggio però i colori si fanno più omogenei, tutti tendenti al bianco o al grigio dei furgoncini di dimensioni differenti affittati per l'occasione. Per la prova under 23 la Bolivia è arrivata con un semplice camper, tanto bastava per accogliere l'unico corridore in gara, Jose Manuel Aramayo.

Anche l'Eritrea si è presentata con un furgone qualsiasi. Un mezzo piccolo per una squadra già numerosa, tanto che ieri pomeriggio le biciclette venivano riportate nell'hotel poco distante a pedali. A fare la spola era un ragazzo eritreo di Anversa. "Un aiutante", come si definiva nascondendo timidamente il proprio nome. La federazione gli ha fornito tuta e ospitalità, ma per l'accredito niente da fare: al suo collo pendeva il pass di Natnael Berhane, che della nazionale sarà il capitano domani. Ieri il vero Berhane è ad allenarsi, l'altro Berhane era ad aiutare e a festeggiare.

La prima bici che si è trovato tra le mani, infatti, era di Biniam Girmay, vice-campione del mondo under 23. Primo eritreo e primo africano nero a salire su un podio mondiale. «Un risultato che significa tanto per l'intero continente», ha detto Girmay stesso a fine corsa, prima di confessare che al mondiale in Rwanda del 2025 non esclude di arrivarci in maglia iridata.

Protagonista di una poderosa volata finale, nella quale ha recuperato 10 posizioni in un centinaio di metri, Girmay ha regalato una serata di celebrazioni ai suoi tifosi sul posto, pochi ed entusiasti, e ai tanti appassionati nel mondo che guardano con entusiasmo a un ciclismo che non smette mai di cambiare. Del furgoncino non ha avuto nemmeno bisogno. Sballottato da una festa all'altra, è entrato in albergo portato sulle spalle dai sostenitori.

In quel momento, qualche chilometro più in là, sul viale-non viale di Tiensevest, proseguiva un'altra festa. Stretto tra due grossi bus, il neo-iridato Filippo Baroncini brindava circondato da tecnici, parenti, dirigenti, amici e ultrà che alzavano rumorosoamente delle motoseghe al cielo. È difficile immaginare due celebrazioni e due contesti più differenti, eppure sul podio del mondiale di Leuven erano lì, insieme al giovanissimo Olav Kooij, uno di fianco all'altro, accomunati dal sorriso. Due facce radiose del ciclismo globale, due facce per due diverse medaglie.

 

 

 

 

 

 

 

Categoria: