#CCLUNV - La copertina

Probabilmente avrete notato la campana dell’ultimo giro, dentro quella specie di torre arancio. E poi il triangolo rosso sventolante tra le nuvole, e la maglia rosa e quella a pois stese ad asciugare.

Gli osservatori più attenti avranno adocchiato anche la lucetta che illumina il percorso dell’immaginario ciclista, e che sporge da un silos blu a centro illustrazione.

La copertina di Chissà che l’utopia non vinca (che è disponibile qui e che contiene questo) è un continuo riferimento ad elementi in qualche modo familiari agli appassionati delle due ruote, ma qui ricombinati in un modo quantomeno bizzarro. La colpa è di Alessandro Vangi, il 27enne graphic designer pugliese che ha immaginato e illustrato l’idea alla base del nostro nuovo libro. 

E che racconta così la sua creazione:
 

Non sono un grande appassionato di ciclismo, ma la bicicletta mi affascina molto. Mi piace la forma della bicicletta, e il meccanismo che la mette in moto. Dopo che Leonardo mi ha parlato di questo libro, e dopo che ne ho letto l’introduzione, mi è apparsa l’immagine dell’isola, da sempre associata all’idea di utopia.

Ho provato a immaginare come quest’isola potesse collegarsi al ciclismo, così ho preso alcuni elementi-chiave di una bici e li ho fatti diventare parte integrante dell’isola. Di più: il suo motore. Quest’isola, lontana e sospesa, procede solo perché l’uomo che la abita ci sta pedalando sopra. Sono i suoi movimenti ad attivare questo complesso sistema fatto di ruote, catene, eliche. E pistoni, il mio elemento preferito.

I pistoni, componente fondamentale dei mezzi a motore, qui non sono altro che borracce piene d’acqua messe in azione da un uomo. Perché alla fine credo che sia proprio la borraccia l’oggetto più utopico di tutti.

 

Noi non possiamo che confermare.

 


Alessandro al lavoro su un dettaglio della copertina, in una delle aule del Corato Open Space, il laboratorio urbano della cittadina barese.
Qui sotto, dopo aver completato la lavorazione.

 

 

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