[Paris - Roubaix 2019] Un'ora prima

Evaldas Šiškevičius ci tiene a finire le cose – e le corse – per una forma nobile e antica di rispetto. Lo aveva fatto con la Roubaix nel 2018, lo ha rifatto ieri, arrivando un'ora prima.

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[Paris - Roubaix 2019] L'orizzonte degli eventi

La Parigi-Roubaix è un progressivo avvicinamento a qualcosa di inesorabile, un precipitarsi affannoso verso una pista dove il tempo si ferma e tutto prima o poi viene inghiottito. Un buco nero, da cui si emerge in una dimensione differente.

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Nessuno vince da solo

Una lunga conversazione con Jacopo Guarnieri, professione ultimo uomo, che nel tempo insieme alla lettura delle corse ha affinato due idee: su quello che fa e su quello che è.

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Naturalmente portato

Uno dei motivi per ripartire dopo questa Roubaix è un ragazzo che guarda al futuro. E a dispetto dell'età sembra avere un futuro già dietro l'angolo.

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Tutto il cuore di Michael

Un ricordo di Michael Goolaerts, corridore giovanissimo e coraggioso, che avremmo voluto raccontare per altro, per le sue imprese sui pedali.

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[Paris - Roubaix 2018] La migliore offerta

Prima di ricevere la più triste delle notizie riguardo a Michael Goolaerts, questo era stato il nostro racconto della Roubaix. Ci piacerebbe sempre e solo parlare di corse in bicicletta, invece dovremo raccontare storie e ricordi diversi.

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Basta solo accettare tutto

La Parigi-Roubaix è una corsa in cui bisogna accettare tutto”, come dice Marc Madiot. I corridori si limitano a consegnarsi a quel giudice arbitrario che è il pavé per poi aspettarne la sentenza. E Zdeněk Štybar lo sa.

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Un sogno che mantiene giovani

La stagione 2018 per Philippe Gilbert sarà un sogno folle ma non impossibile: vincere Sanremo e Roubaix per completare la sua dichiarazione d'amore al ciclismo e alla sua storia.

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La benedetta primavera di Wout van Aert

Si entra nel vivo della stagione delle classiche, ma l'attesa è tutta su un esordiente. Cosa possiamo aspettarci dalla primavera di Wout van Aert, la più grande sfida di un ciclismo che cambia.

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A volume alto

La Roubaix di quest'anno non è stata soltanto l'ultima corsa di Tom Boonen, è stata una cavalcata heavy metal, un lungo tributo agli Iron Maiden in cui Boonen e Sagan sono rimasti dietro le quinte, la batteria l'ha suonata Daniel Oss e la chitarra Greg van Avermaet.

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